PAN

PAN
STA ATTENTO, CHE TI VEDO EH !!!

19.2.15

POCHE ORE E SI RICOMINCIA


Ancora poche ore e si ricomincia, con una nuova stagione. Laigueglia sarà il debutto, l'inizio di una nuova stagione di granfodno. Ma non solo. Sarà l'inizio di una nuova avventura con nuovi colori, nuovi amicizie e compagni di squadra. Una costante rimane però, quella della voglia di divertirsi, in una ritrovata voglia di pedalare con tanti compagni molto più giovani, per molti dei quali potrei essere il padre..... Bene.... uno stimolo in più per me ed uno stimolo anche per loro per staccare un "vecchietto" che comunque ce la mette sempre tutta.......  Quindi occhio a "PAPI" !!!!! 

12.2.15

DALLA RIVISTA CICLOTURISMO


                                                      foto cliccabile per ingrandirla
Foto pubblicata su Cicloturismo del mese di aprile 2010
Detta foto, ritrae il Maestro, in piena forma fisica e spirituale, ritto sui pedali, nella sua prestanza fisica da condottiero (dux) con a seguito due discepoli, intenti ad apprendere l'arte dello scalare le vette dolomitiche. Infatti come si può notare, il primo discepolo, Antonio, guarda con devota ammirazione il maestro, mentre scandisce il ritmo, chiedendosi, "riuscirò mai ad arrivare a tale maestria"
In terza ruota, una pia donna, segue cercando di restare attaccata e di apprendere qualcosina anche lei. 
Mastro Vinaio

9.2.15

LA PEDIVELLA 170 O 172.5

Parliamo della pedivella e della lunghezza, 170 o 172,5, quale va meglio? Lasciamo da parte per il momento l'altezza del ciclista, che in ogni caso è importantissima. Affrontiamo l'argomento dal punto di vista meccanico. La pedivella è, in buona sostanza, una leva, che permette di trasformare la forza della gamba in movimento. E come per tutte le leve, maggiore è il braccio e maggiore è la forza che si imprime. "datemi un punto di appoggio e vi solleverò il mondo. " questa frase ormai celeberrima, sta a significare che se fosse possibile trovare un appoggio (fulcro) per una leva, con un braccio di idonea lunghezza si potrebbe riuscire ad alfare anche un peso enorme come quello del nostro pianeta. Da ciò si capisce che con la pedivella da 172.5 si riesce ad imprimere una maggior forza a parità di sforzo. E l'agilità? il movimento è più agile con quella da 172,5 o da 170? Molti risponderebbero a colpo sicuro che si è più agili con quella corta. Invece ritengo che non sia così e vi spiego il perchè. Prendiamo in esame la velocità periferica, cioè la velocità che serve ad un determinato punto per percorrere un giro (pedalata). Se è costante il tempo di rotazione più la pedivella è corta e meno distanza percorre (circonferenza più piccola) e pertanto la pedivella lunga ha una velocita periferica maggiore (maggiore circonferenza in stesso tempo = maggiore velocità) SARA' COSI' ?

6.2.15

BREVETTO DEL CASALE

Ad appena una giornata dalla pubblicazione già sei coloro che si sono iscritti al Club su Strava dedicato al brevetto. Bene se il buongiorno si vede dal mattino la cosa avrà successo...... E'   questa una iniziativa aperta a tutti, senza distinzione di sesso, maglia o società di appartenenza. Tutti possono partecipare, ognuno è in lotta con se stesso e ovviamente con il cronometro del satellite di Strava.  Bene partecipiamo e divulghiamo a più ciclisti. LINK DEL BREVETTO

5.2.15

BREVETTO DEL CASALE

Di cosa si tratta?
Intanto il Monte chiamato comunemente " Casale ", è un panettone posto tra la vallata di Modiglia e quella di Brisighella. Dai due versanti, partano 6 strade che portano sulla vetta. Tre nel versante di Modigliana, che sono: il Casale (o monte Corno)  che ha inizio fuori Modigliana in direzione di Lutirano; la Minghina che inizia dal centro dietro la Caserma dei Carabinieri e S. Martino in Monte che inizia  circa 4 km prima di Modigliana. Tre anche le salite del versante di Brisighella e sono: la Bicocca che inizia difronte al campo sportivo, la Cotignola che inizia nella zona delle Terme e la Pieve di Tho, che inizia poco fuori Brisighella direzione Fognano. Sono sei salite tutte impegnative, con tratti che sfiorano il 18/20%.  
In cosa consiste il " Brevetto del Casale"?
Semplicemente consiste nel percorrere tutte e sei la salite in un'unica uscita.  Complessivamente i km da percorrere sono 76,4 con un dislivello di poco inferiore ai 2300 m.  Il percorso non è casuale, ma è prevista una sequenza di salite e discese, che tiene conto, della situazione delle strade. Per questo motivo alcune strade, saranno percorse solo in salita mentre  alcune saranno affrontate in discesa un paio di volte. 
La partenza è all'incorcio della strada che porta alle Terme. La prima salita da affrontare è la Cotignola, fino al bivio della Minghina che la si percorrerà in discesa. Giungendo così a Modigliana. Da qui si scende direzione  Faenza per imboccare San martino in Monte posta a circa 4 km da Modigliana, in prossimità dello strappo della cantina. Risaliti in cima al  si scenderà dalla Cotignola fino al punto di partenza per imboccare la Bicocca posta a circa 300 m. Risaliti si scenderà dal Casale per giungere nuovamente a Modigliana per affrontare la Minghina. Giunti in vetta si scende dalla Cotignola direzione Brisighella, poi usciti dal paese, si affronterà la Pieve di Tho. Giunti in vetta discesa della Minghina poi ultimo sforzo per affrontare il  Casale e una volta giunti in vettà giù per la Cotignola fino al punto di arrivo che corrisponde a quello della partenza. 
Chi può partecipare?
Possono partecipare tutti coloro iscritti a Strava e che aderiranno al "Club Brevetto del Casale" (iscriviti al club)
Non sono previsti premi o spese di iscrizioni, è una iniziativa ideata dal sottoscritto al solo scopo di divertimento.  Si potrà iniziare dal 15 marzo fino al 30 settembre.   A fine stagione per festeggiare il successo si organizzerà una pizzata tra brevettati.... 
Il percorso può essere scaricato dal sito di Strana dalla mia pagina personale nei "i miei percorsi"  o cliccando qui  PERCORSO BREVETTO DEL CASALE





3.2.15

IL MAGNESIO IMPORTANTE ELEMENTO PER LA VITA


Il magnesio è un elemento essenziale alla vita, di cui gran parte della popolazione è carente.
È utile nella vita di tutti i giorni e nelle attività sportive. Proprietà
Una funzione fondamentale della vita e della natura in genere (comprese le masse cosmiche) è il meccanismo di contrazione/espansione. Come criterio generale possiamo dire che nell’organismo il magnesio sovrintende alla fase di espansione.
Sono state individuate nell’uomo più di 300 reazioni biochimiche (enzimatiche) che l’utilizzano, ed èfondamentale nella produzione di energia (a partire dal glucosio) e nella sintesi proteica.
Per questo la sua carenza a livello subclinico (che non dà una patologia diretta) è cofattore, e spesso elemento primario di molte patologie (v. Carenza di magnesio).
Questa lista, apparentemente eterogenea, acquista un significato semplice esaminando le principali caratteristiche del magnesio.
Iniziamo la relazione con lo stress, l’elemento centrale delle patologie moderne.
Sotto stress(o meglio distress) l’organismo lo usa massicciamente, a causa della sua capacità calmante ed equilibrante. D’altra parte, in un circolo vizioso, con la sua carenza, il livello di stress aumenta.
A chi ha seguito i nostri articoli verrà subito in mente la relazione tra magnesio e sistema immunitario; in effetti è stato accertato che la sua carenza è collegata ad un forte effetto immunodepressivo, fino al 60%.
In naturopatia la carenza di magnesio è ben conosciuta, e all’indagine iridologica si rivela nettamente. L’iride presenta degli archi di cerchio ampi, di una forma che richiama le smagliature.
Questi hanno un nome molto azzeccato: anelli di crampo.
Infatti il magnesio gioca un ruolo primario nel mantenere l’elasticità delle cellule, che in particolare si riflette anche a livello della tensione i muscoli, soprattutto in stato di riposo (tono muscolare).
Uno dei primi sintomi della sua carenza è una sensazione di tensione muscolare, spesso lievissima, di cui non ci si accorge se non ce la fanno notare, ma sottilmente irritante.
Questa può sfociare poi in veri propri crampi.
L’effetto stress e tensione muscolare portano a dolori, anche delle ossa, esaurimento, ipereccitabilitàecc.
È nota anche che il magnesio ha la funzione di regolazione del battito cardiaco e più in generale la sua azione è importante nel corretto funzionamento di tutto il sistema cardiovascolare.
Il magnesio ha un ruolo importante nel sistema nervoso col suo forte effetto calmante sulle cellule neurali; in carenza, le cellule nervose non trasmettono bene i messaggi, ed entrano in uno stato di ipereccitabilità.
Nella produzione di energia e nella sintesi proteica, la carenza di magnesio provoca debolezza, fino all’astenia, ed inappetenza.
Un altro ruolo molto importante è la relazione con il potassio (elemento importante per l’accrescimento, i muscoli e l’equilibrio del sodio) ed del calcio, che merita un approfondimento (box Dall’osteoporosi all’infarto). Dunque il magnesio è importante anche nel sistema osteoarticolare.
È molto utile anche nella sindrome premestruale, SPM, per il suo effetto calmante, tonico ed energetico.
L’effetto di mantenimento del tono vascolare lo rende utile anche per le cefalee muscolotensive.
Il magnesio viene consumato, e quindi va riequilibrato,  in patologie come il diabete, ipertiroidismo, iperattività surrenalinica.
È indispensabile per contrastare l’acidosi, un’alterazione dell’equilibrio acido - base largamente diffuso di cui parleremo in un prossimo articolo.
È ovviamente indicato per le attività sportive e fisiche

30.1.15

Beccugiano, Collina e Carnevale

Beccugiano Mt. 574 e Valico della Collina Mt 587
collegano S. Adriano (5 Km a valle di Marradi) con TredozioKm 18
Due passi che in successione uniscono le valli del Lamone con la valle del Torrente di Valle e la valle del Tramazzo-Marzeno. Possibili alcune deviazioni (eremo Gamogna - Modigliana - Lutirano) di seguito descritte).
Il valico inizia a Sant'Adriano, sulla statale 302 Marradese, 5 chilometri a valle di Marradi. La strada inizia subito a risalire il passo ed in soli 4,7 Km si porta al valico di Beccugiano (mt. 574) superando un dislivello di 314 metri (pendenza media 6,7%) Sul passo è possibile prendere deviazione sulla destra (non ci sono segnali) strada stretta ma ben asfaltata, che si ricongiunge nei pressi di Lutirano.
Proseguendo diritto (a sinistra della croce) si scende fino a quota mt 404 dove si trova un bivio, prendere a destra per Tredozio, (proseguendo diritto si giunge a Modigliana).Si prosegue quindi per circa 4 Km su strada che risale con lievi pendenze la valle del Torrente di Valle, fino a raggiungere la frazione Lutirano (metri 386).

In questa località troviamo una deviazione sulla destra che risalendo il Torrente di Valle conduce all'interessante Badia della Valle, e prosegue poi fino a Ponte Valle dove termina chiusa da una sbarra. Da questo punto parte un tratturo che conduce all'eremo di Gamogna.
A Lutirano proseguendo verso Tredozio inizia la ripida salita che immersa in una foresta di abeti, in circa 3 Km ci porta al passo di Collina (mt. 587) pendenza media 6,7%
Discesa di 3,2 Km, sempre fra abeti, con alcuni tornanti e curve da affrontare con attenzione, per giungere a

Monte Mauro e la sua Pieve

LA PIEVE DI SANTA MARIA IN TIBERIACOScrive il Quarneti nella sua "Toponomastica di Brisighella":
"Il toponimo dell'antico castello risulta dalle "Bolle pontificie" del 1151 e del 1179, "Castrum et Curtis Montis Alti", sede fortificata di una grossa azienda longobarda. Dal sec. XIII al XIX è documentato Maggiore. Un documento parrocchiale del 1713 cita " Ecclesia Montis Mauri" evidenziano che si tratta di "corrupto vocabulo" per Maior/Maggiore.
La pieve si trova poco sotto la cima di Monte Mauro. Il primo documento in cui si ricorda la pieve di Santa Maria in Tiberiaco risale al 932 in un atto di Onesto Abate del monastero ravennate di S. Giovanni e Barbaziano. Non è ancora accertato se la pieve fosse all'interno delle mura del castello.
La pieve, di proprietà della Curia imolese, nella sua storia ha avuto un'ampia giurisdizione.
I resti dell'edificio, costruito parzialmente in blocchi di gesso e risalente all'ottocento, erano ridotti al campanile ed a parte dell'abside.
Attualmente è in corso una discutibile ricostruzione (si tratta in sostanza di un clamoroso "falso storico") che ha già danneggiato l'ambiente e che, se portata a termine come da progetto con la costruzione dell'annessa "canonica" e della "foresteria", verrebbe a determinare un grave impatto ambientale (foto a sinistra).
La presenza di grotte, doline e diffusi fenomeni carsici in una delle zone più integre della Vena del Gesso non sopporterebbe un edifico delle dimensioni pensate ed il conseguente afflusso e permanenza di persone