PAN

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STA ATTENTO, CHE TI VEDO EH !!!

30.1.15

Beccugiano, Collina e Carnevale

Beccugiano Mt. 574 e Valico della Collina Mt 587
collegano S. Adriano (5 Km a valle di Marradi) con TredozioKm 18
Due passi che in successione uniscono le valli del Lamone con la valle del Torrente di Valle e la valle del Tramazzo-Marzeno. Possibili alcune deviazioni (eremo Gamogna - Modigliana - Lutirano) di seguito descritte).
Il valico inizia a Sant'Adriano, sulla statale 302 Marradese, 5 chilometri a valle di Marradi. La strada inizia subito a risalire il passo ed in soli 4,7 Km si porta al valico di Beccugiano (mt. 574) superando un dislivello di 314 metri (pendenza media 6,7%) Sul passo è possibile prendere deviazione sulla destra (non ci sono segnali) strada stretta ma ben asfaltata, che si ricongiunge nei pressi di Lutirano.
Proseguendo diritto (a sinistra della croce) si scende fino a quota mt 404 dove si trova un bivio, prendere a destra per Tredozio, (proseguendo diritto si giunge a Modigliana).Si prosegue quindi per circa 4 Km su strada che risale con lievi pendenze la valle del Torrente di Valle, fino a raggiungere la frazione Lutirano (metri 386).

In questa località troviamo una deviazione sulla destra che risalendo il Torrente di Valle conduce all'interessante Badia della Valle, e prosegue poi fino a Ponte Valle dove termina chiusa da una sbarra. Da questo punto parte un tratturo che conduce all'eremo di Gamogna.
A Lutirano proseguendo verso Tredozio inizia la ripida salita che immersa in una foresta di abeti, in circa 3 Km ci porta al passo di Collina (mt. 587) pendenza media 6,7%
Discesa di 3,2 Km, sempre fra abeti, con alcuni tornanti e curve da affrontare con attenzione, per giungere a

Monte Mauro e la sua Pieve

LA PIEVE DI SANTA MARIA IN TIBERIACOScrive il Quarneti nella sua "Toponomastica di Brisighella":
"Il toponimo dell'antico castello risulta dalle "Bolle pontificie" del 1151 e del 1179, "Castrum et Curtis Montis Alti", sede fortificata di una grossa azienda longobarda. Dal sec. XIII al XIX è documentato Maggiore. Un documento parrocchiale del 1713 cita " Ecclesia Montis Mauri" evidenziano che si tratta di "corrupto vocabulo" per Maior/Maggiore.
La pieve si trova poco sotto la cima di Monte Mauro. Il primo documento in cui si ricorda la pieve di Santa Maria in Tiberiaco risale al 932 in un atto di Onesto Abate del monastero ravennate di S. Giovanni e Barbaziano. Non è ancora accertato se la pieve fosse all'interno delle mura del castello.
La pieve, di proprietà della Curia imolese, nella sua storia ha avuto un'ampia giurisdizione.
I resti dell'edificio, costruito parzialmente in blocchi di gesso e risalente all'ottocento, erano ridotti al campanile ed a parte dell'abside.
Attualmente è in corso una discutibile ricostruzione (si tratta in sostanza di un clamoroso "falso storico") che ha già danneggiato l'ambiente e che, se portata a termine come da progetto con la costruzione dell'annessa "canonica" e della "foresteria", verrebbe a determinare un grave impatto ambientale (foto a sinistra).
La presenza di grotte, doline e diffusi fenomeni carsici in una delle zone più integre della Vena del Gesso non sopporterebbe un edifico delle dimensioni pensate ed il conseguente afflusso e permanenza di persone

28.1.15

Sisifo nella Mitologia

IL MITO DI SISIFO
Sisifo, figlio di Eolo e fondatore della città di Corinto, fu secondo alcuni il più saggio e prudente dei mortali, secondo altri particolarmente incline al mestiere di brigante. Ciò su cui tutti concordano è la sua particolare dote di astuzia e scaltrezza: era colui che otteneva sempre qualcosa in cambio, tant’è che fu - si dice - il promotore del commercio. Divenne tristemente famoso per la pena eterna che gli dei gli inflissero quando discese definitivamente nel Tartaro. Così ce lo descrive Omero nell’Odissea: "E poi Sisifo vidi, che spasmi orrendi pativa che con entrambe le mani spingeva un immane macigno. Esso, facendo forza con ambe le mani ed i piedi su su fino alla vetta spingeva il macigno, ma quando già superava la cima, lo cacciava indietro una forza. Di nuovo al piano così rotolava l’orrendo macigno. Ed ei di nuovo in su lo spingeva e puntava; e il sudore scorrea pei membri e via gli balzava dal capo la polvere".

Ma perchè tanto accanimento? E' difficile infatti immaginare una punizione più inaccettabile del lavoro inutile e senza speranza, specie se faticoso fino allo stremo.La leggenda di Sisifo comprende numerosi episodi dei quali ognuno è la storia di un’astuzia. Si dice tra l’altro che ottenne l’amore di Anticlea, poi sposa di Laerte, la vigilia stessa delle loro nozze: fu così che venne concepito Ulisse, l’astuto per eccellenza. Ma particolarmente scaltro ed arguto Sisifo si rivelò proprio nel cimentarsi con gli dei. Si narra che quando Zeus

LE UNGHIE: UN LIBRO APERTO SULLA NOSTRA SALUTE

Le unghie sono composte da proteine, cheratina e zolfo; per questo cambiamenti o anormalità delle unghie, derivano spesso da carenze dietetiche o sono sintomi di malattie o condizioni patologiche in atto.
Le carenze alimentari provocano alcuni cambiamenti nell'aspetto delle unghie: La carenza di vitamina A e di calcio provoca mancanza di elasticità e fragilità delle unghie. La carenza di vitamine B provoca fragilità con striature verticali e orizzontali. Uno scarso apporto di vitamina B12 causa unghie secche, molto arrotondate, scurimenti, e estremità che si curvano. L'insufficienza di proteine, acido folico e vitamina C provoca la pipite (quando le pellicole cutanee ai bordi delle unghie si sollevano); strisce bianche indicano carenza proteica. Una insufficiente presenza di batteri come il lactobacillus causa infezioni micotiche attorno alle unghie. La mancanza di ferro causa righe verticali e unghie "a cucchiaio". Molto importanti in questi casi sono gli integratori di proteine (per costruire l'unghia nuova), vitamina A (per assimilare le proteine), calcio, magnesio e vitamina D (necessari per la crescita delle unghie), ferro, zolfo, lievito di birra, silicio, vitamina B (per irrobustire le unghie).

26.1.15

Storia di un Romagnolo d'altri tempi

Stefano Pelloni, meglio conosciuto come Il Passatore.... tra il mito e la realtà
Il Passatore è stato il più efferato tra i briganti romagnoli. Nacque nel 1824 a Boncellino di Bagnacavallo, paese nel cuore della Romagna, a una decina di chilometri da Ravenna, e fu ucciso nel marzo 1851 a Russi dal sussidiario della Gendarmeria pontificia Apollinare Fantini.Frequentò in gioventù una scuola privata, che tuttavia abbandonò alla terza elementare, dopo alcune bocciature.
Evaso durante un trasferimento ad Ancona, dove avrebbe dovuto scontare sia una pena a quattro anni di lavori forzati nella risistemazione della nuova darsena per il furto di due fucili da caccia, sia tre anni di detenzione per la fuga dal carcere di Bagnacavallo, e datosi alla macchia, entrò a far parte di un gruppo assai variabile come consistenza e zone d'azione, del quale (come uso tra i briganti dell'epoca) egli non divenne il vero capo, ma una importantissima figura di riferimento.

Il gruppo divenne in breve una banda sempre più numerosa, audace, agguerrita e capace di efferatissime violenze, che operò per tre anni nelle Legazioni Pontificie tenendo in scacco la gendarmeria grazie ad una vasta rete di spie, informatori, protettori, ricettatori, e addirittura uomini delle forze dell'ordine. Utili anche le connivenze con la popolazione più povera, ricompensata con i proventi dei suoi furti e rapine. Furono queste elargizioni che contribuirono a creare la sua fama di "Robin Hood" romagnolo. Anche Garibaldi fu indotto a considerare il Pelloni come un ribelle antipapale e antiaustriaco.
In realtà il Passatore fu considerato dai contemporanei nient'altro che un criminale: seminava gratuitamente violenza e uccideva con sadismo; è stato, ad esempio, l’unico brigante dell'Ottocento ad aver sezionato alcune vittime. [2] In un caso il Pelloni sparò a sangue freddo ad un uomo semplicemente perché uno dei suoi

23.1.15

SUDARE FA DIMAGRIRE?

Sudare molto per dimagrire tanto? Nonostante questa idea sia stata da più parti severamente smentita, molti ancora hanno questa convinzione. Il sudare molto non fa dimagrire, l'unico beneficio che si ha, è quello di riuscire ad espellere l'eccessivo calore del corpo umano. Infatti il sudore è un mezzo che il nostro corpo umano ha per dissipare calore, facendo abbassare la sua temperatura. Una eccessiva sudorazione se non correttamente integrata con liquidi, può determinare una pericolosa disidratazione che può portare anche a svenimenti. 
Ecco due articoli che meritano di essere letti attentamente. Il primo  sul sudore il secondo sul dimagrire facendo sport.

22.1.15

VIBRAZIONE IN DISCESA ... CHE SCAGAZZO !!!!


A qualcuno sarà capitato e probabilmente se lo ricorda con orrore, altri ne hanno sentito parlare o lo hanno solo visto: la bicicletta ad una certa velocità comincia ad oscillare vistosamente, in particolare manubrio e ruota anteriore, fino quasi a perdere il controllo o perderlo proprio con conseguente caduta (abbastanza raro per fortuna).
FILMATO DA SCAGAZZO
Questo fenomeno spesso viene chiamato “risonanza” o shimmy. In realtà le cose vanno un po’ distinte. In inglese si chiama propriamente  wobble l’oscillazione della parte anteriore (ruota, forcella, manubrio) attorno allo sterzo ad una certa velocità. Per le motociclette si conosce anche con buona approssimazione la frequenza a cui si innesca questo fenomeno: da 4Hz per le moto più pesanti fino ai 10Hz per quelle più leggere.In generale vale la regola che la frequenza di wobble cresce al crescere del trail ed al decrescere dell’inerzia dell’avantreno, ed è determinata (per le moto soprattutto) in gran parte dalla rigidità della carcassa del pneumatico anteriore e dalla flessibilità laterale della forcella.Nelle biciclette questo effetto è dovuto invece in gran parte alla combinazione di angolo di sterzo, rake forcella e momento di inerzia del tubo diagonale e  di quello orizzontale.Questo effetto puo’ facilmente verificarsi a medio-bassa velocità togliendo le mani dal manubrio, lasciando come unici punti di contatto tra bici e ciclista la sella ed i pedali, togliendo la funzione ammortizzante di mani e braccia. Questo fenomeno ovviamente è molto temuto in discesa, soprattutto se inaspettato, dato che la prima reazione spontanea da parte del ciclista è quella di irrigidirsi e stringere più forte il manubrio. Questa reazione pero’ porta ad incrementare l’effetto invece che smorzarlo. Più in dettaglio, ma senza entrare nelle descrizioni matematiche di questo effetto (che quasi sempre si combina con altri), lo shimmy avviene in discesa solo a certe velocità poiché è causato dagli effetti giroscopici (nutazione) della ruota anteriore che raggiunta una velocità critica somma la frequenza di

Rontana e la sua Pieve

LA PIEVE DI SANTA MARIA DELLA NATIVITA' DI RONTANA
L'etimologia del nome Rontana significherebbe "terra arida".Il primo documento in cui è attestata la pieve di Santa Maria della Natività di Rontana, risale al 17 novembre 891.Non è sicuro dove sorgeva questo luogo di culto, forse fuori dalla rocca di Rontana, a ponente del lato d'Angognano nel luogo chiamato la "Pieve Vecchia".Nel XII secolo, l'arciprete della Pieve di Rontana possedeva anche la rocca.
Non è noto sapere per quanto tempo la prima Pieve sia rimasta in auge, certo è che, ad un certo momento, la chiesa plebale fu costruita a sud della rocca, nel luogo chiamato "Rontana Vecchia".Diverse sono le ipotesi che riguardano la costruzione di questo secondo edificio: la distruzione della prima Pieve a causa di un terribile terremoto avvenuto nella notte del 1° maggio 1279 oppure una ribellione degli abitanti del luogo, verso il priore della Pieve, il quale aveva ceduto il controllo del monte di Rontana ai faentini.
Il terzo ed attuale edificio fu fatto costruire da Don Vincenzo Mazzotti, arciprete di Rontana nel 1858.Egli, verificata la necessità di numerosi restauri nel vecchio edificio, decise la costruzione di un nuovo luogo di culto, da costruire in una posizione migliore di quello precedente.L'attuale chiesa plebale è un edificio