PAN

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STA ATTENTO, CHE TI VEDO EH !!!

14.4.14

GF COPPA PIACENTINA, PENULTIMA PROVA DEL GIRO DELLE REGIONI


Triplo podio ieri alla Gf Coppa Piacentina, per il Team. Terza posizione assoluta per Gabriella, infilata in volata da una inaspettata avversaria presente nel gruppetto. Primo di Categoria sempre per Gabri e un bellissimo secondo posto di categoria per Paolo, entrambi nel percorso lungo.  Oltre 2300 i concorrenti partiti che si sono avventurati sui tre percorsi messi a disposizione dall'organizzazione. Un percorso corto, un medio da 87 km ed il lungo da 125 km con oltre 2.300 mt di dislivello. Percorso nervoso, con variazioni di ritmo, salite in parte pedalabili ed alcuni tratti molto impegnative. Toccate in più tratti pendenze attorno al 15/17 %. Poi l'insidiosa ascesa a Castelarcuato, appena 1600 m, ma da incubo. Si inizia con un tratto di circa 500/600 m al 14/15 % poi giunti nella città vecchia, si abbandona l'asfalto per entrare in tratto ciottolato di altri 400/500 m. dove la pendenza non scende mai sotto il 18/20% con un tratto in curva dove credo che la pendenza fosse al 115%, na roba da urlo. Infatti nel silenzio il boss, ha esclamato a voce alta.. "in boccaaa" mollando un canc....  Poi usciti dalla cittadella vecchia, altri 500/600 m ad una pendenza del 10/12%, pianura praticamente. La giornata non è stata delle migliori, nebbia e nuvole, che solo nel pomeriggio hanno lasciato posto al sole, che ha così mitigato un pochino la temperatura. Nonostante la partenza sia stata data alle 10.00, la temperatura non è stata delle migliori, ma almeno non è piovuto. Il percorso nel complesso è molto bello, ma le strade sono da incubo, specialmente le discese: asfalto sconnesso, tratti bianchi ecc. 
Giunti all'arrivo anche gl'altri sani e salvi, il Boss con 4h e 15 a  3 dalla Gabri, Domenico 4h e 25. Bene anche Claudio 5h07. Lele ha deviato per il medio viste le strade connesse, è giunto all'arrivo in 3h.06. Causa un guasto tecnico alla pedana d'arrivo, le classifiche sono state sofferte e molti  concorrenti non risultano. La premiazione del percorso lungo si è dilungata oltre le ore 17.30, non senza alcuni malumori. 
Con questi due risultati, nel Giro delle Regioni, è stata messa una seria ipoteca sulla vittoria di categoria per la Gabri.   L'ultima prova del Giro è in programma per l'11 maggio a Brescia, prova più dura del circuito, 154 km con oltre 3000 m. di dislivello. 


4.4.14

FERITI GRAVI E MOLTI CONTUSI - SFIORATA LA TRAGEDIA

La strada era chiusa al traffico per una gara ciclistica amatoriale e quello scooter non avrebbe dovuto essere sul circuito cittadino. Invece c'era e viaggiava nel verso opposto dei corridori: all'ospedale sono finiti in dieci. Otto ciclisti, un agente di polizia municipale in servizio di scorta a bordo di una moto e la 44enne in sella allo scooter che li ha falciati tutti lungo via Cella a San Bartolo. Lividi, abrasioni, fratture e molta paura ma nessuno è in pericolo di vita.
L'incidente è avvenuto verso le 16 di oggi, 3 aprile, mentre si svolgeva il gran premio Borgo Faina, gara su circuito cittadino di 7,4 chilometri, da ripetere più volte a seconda della categoria in gara, lungo il percorso che comprendeva via Fosso Ghiaia, via Cella, via Argine sinistro Canale Molino, via Dismano e di nuovo via Fosso Ghiaia.
A un certo punto, dopo aver già concluso le gare di alcune categorie, il gruppo di corridori si è trovato di fronte lo scooter che nel tentativo estremo di evitare l'impatto ha frenato violentemente finendo a terra e travolgendo gli sportivi per finire la caduta nei campi a lato della carreggiata. Sul posto per i rilievi sono intervenuti i carabinieri della vicina stazione di Campiano mentre i sanitari del 118 hanno inviato sul posto quattro ambulanze, un'auto medicalizzata e l'elicottero. Dovranno essere i militari a chiarire come la 44enne in scooter sia entrata sul circuito. La donna è residente in zona e, secondo quanto si è appreso, stava rientrando a casa. Gli organizzatori assicurano che tutto era stato predisposto per segnalare la presenza della gara: transenne, cartelli e operatori.
Tratto da Ravenna e dintorni

24.3.14

GIOVANNI BATTAGLIN

Giovanni Battaglin è uno dei più noti ciclisti italiani, ricordato da tutti gli amanti delle due ruote per l’enorme talento di cui era dotato. Battaglin fu uno scalatore di grande classe, capace di imprese mirabolanti.
Nato a San Luca di Marostica in provincia di Vicenza il 22 luglio 1951, dopo aver conquistato una serie di importanti vittorie a livello dilettantistico debutta nel mondo del professionismo con un terzo posto al Giro d’Italia 1973. Quell’anno sui primi due gradini del podio salirono autentiche leggende quali Merckx e Gimondi e, nonostante avesse mancato la medaglia d’oro, le sue scalate divennero pura antologia del ciclismo. Battaglin non esitò a mettere in luce sin da subito le sue qualità e grazie ad una serie di vittorie conseguite poco dopo il Giro venne identificato come il miglior neoprofessionista. Nel 1974 partecipa al suo primo Tour de France, da vincitore del Giro d’Appenino. Nel 1975 al Giro d’Italia mette a segno importanti vittorie nelle tappe con tempi record, dando l’impressione di poter aggiudicarsi facilmente il primo posto: sfortunatamente però crolla nella salita del Ciocco ed è costretto ad ultimare la corsa nelle retrovie. L’anno non è del tutto negativo, Battaglin riesce a conquistare la Coppa Sabatini. Nel 1976 vince la sua prima tappa al Tour de France e, nel 1978, si aggiudica la Coppa Bernocchi e tre tappe del Tour de Suisse con la squadra Fiorella, cui era approdato nello stesso anno.

13.2.14

GIA' 10 ANNI SENZA MARCO

Quella mattina del 14 febbraio di dieci anni fa, eravamo in griglia alla Gf Laigueglia. Era l'inizio della stagione dopo la sosta invernale di 4 mesi, l'adrenalina era al massimo già dal sabato, si aspettava il via. All'improvviso lo speacher annunciò e diede la notizia del ritrovamento di Marco Pantani morto. Furono momenti di commozione, a molti si riempirono gl'occhi di lacrime e le parole vennero a mancare. Pareva di vivere in un'altra dimensione, l'incredulità regnava tra tutti.  Poi l'amara realtà prese il sopravvento. La notizia era vera, Marco non 'cera più. Le sue gesta ormai rimanevano solo un ricordo da guardare sui video, e non dal vero. Le emozioni date dalle gesta lasciarono il posto all'emozione del dolore. Sentimenti e lacrime che furono  poi rincarati quando la Bandini, vincitrice della Gf, sul palco al momento della premiazione ricordò con parole toccanti quel romagnolaccio, parole interrotte dall'emozione. 
Quale modo migliore per ricordarlo se non guardando alcuni dei suoi inresistibili scatti. 

6.2.14

BICI A BASSO COSTO..... CI SARA' UN MOTIVO.........

L'immagine qui a lato, tratta da facebook, pare ritrarre un telaio di una bici di marca italiana, però tarcoccata dai nostri amici cinesi.  Si fa un gran dire su telai, ruote ecc. che riproducono fedelmente marchi prestigiosissimi, ma a prezzi da non credere. Con poche centinaia di euro, 400/450 o anche meno, telaio Pinarello o altri ancora, quando gli originali costano 6/7 volte tanto.   Chi sostiene che queste riproduzioni sono ancor più perfomanti degli originali.. Mah!!! Ci sarà un perchè, gli originali costano tanto rispetto a quelli cinesi?  E' solo guadagno ingordigia dei fabbricanti?. Non credo. Dietro ad ogni marchio prestigioso c'è un lavoro, uno studio, una ricerca, magari anche anni di studi e prove. I telai vengono collaudati, devono superare delle rigidissime prove tecniche, per poter essere messi sul mercato. I telai che non superano le prove vengono scartati, forse distrutti o forse diventano quei telai così performanti a costi ridicoli?  Anche i materiale con cui sono costruiti, non è certamente uguale a quello degli originali. Probabilmente non tutti i telai faranno la fine di quello della foto, ma quel povero disgraziato che c'era seduto sopra che fine ha fatto?  E se sono le ruote a cedere, magari in discesa, cosa succede? Magari il ciclista proprietario della bici in foto, sarà stato 100 kg., e sicuramente ad un ciclista di 60 kg. questo non accadrà, però un sà mai... (tocchiamoci volgarmente, avete capito cosa!!!)

17.1.14

ACSI REINTEGRATA NELLA CONSULTA

Logo Sport Service


Carissimi Cicloabbonati
a fronte del recente reintegro di ACSI nella consulta ogni problematica
relativa ai tesserati col suddetto ente è da considerarsi risolta e dunque
potranno partecipare liberamente a tutte le gran fondo facenti parte dei
nostri circuiti.
Lo staff di Sport Service vi augura un piacevole settimana

25.12.13

CHE ARTICOLONE


Sergio Gimmelli / 22 dicembre 2013 /

IL SUICIDIO DEL CICLISMO AMATORIALE ITALIANO
Il ciclismo amatoriale italiano si sta suicidando. E nessuno sembra intenzionato a impedire questo clamoroso
e tragico gesto, pure preannunciato da decine di indizi.
I fatti da soli non rendono completamente l’idea della gravità della situazione. Ma aiutano. Ieri da Massa è 
partita l’«Operazione Amateur». Arresti, obblighi di firma, denunce a piede libero. Ma soprattutto uno 
spaccato sociologico che gli stessi investigatori hanno definito raccapricciante. Madri e fidanzate di “corridori”
 che si fingono gravemente malate per ottenere prodotti in ospedale, prodotti che poi vengono confezionati in
 confezioni anonime e spediti ad amatori compiacenti mascherati da kit per massaggi. Parliamo di Epo, 
Epo Z, Cera. Roba che nessun professionista userebbe, maneggiata invece in larghe quantità da 
quaranta/cinquantenni malati pazzi di agonismo.
I protagonisti sono sempre loro: un manipolo di ex pro bolliti, a caccia di rivalse e piccoli ingaggi. 
Consumano e spacciano. Ma sono i consumatori abituali che inquietano. In dodici mesi, dieci casi di positività
pesante in Italia: architetti, liberi professionisti, impiegati pubblici, commessi viaggiatori. Gente che a 
qaurant’anni arriva a pensare di mollare il lavoro per fare il ciclista. Un elenco infinito che si allargherebbe 
ulteriormente se solo aumentassero i controlli o le indagini giudiziarie.
Questo mondo depravato si autoalimenta ed è favorito da un ambiente immobile anzi complice. Parliamo del 
mondo amatoriale, abbandonato a se stesso, senza regole e senza morale.

18.12.13

ALLENAMENTI IN ALTURA

C'è chi con la scusa del lavoro si sta allenando in altura. Un nostro amico del quale non faccio il nome, Matteo Solaini, in questi giorni si sta allenando in altura a Cavalese, scalando i monti (Pampeago ecc.) della zona..... E pensare che è partito raccontandoci che andava su a lavorare, come i nostri emigranti che andavano in Belgio nelle miniere....  Va.va .va a c...