PAN

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STA ATTENTO, CHE TI VEDO EH !!!

13.5.13

PARLA POLACCO LA GF DIELLA VERNACCIA

E' andata al giovane polacco Pawel Poljanksy la 17a edizione della granfondo sangimignanese. Il bolognese Massimiliano Grazia si aggiudica la mediofondo. Tra le donne vittoria della fiorentina Ilaria Rinaldi sul lungo e della parmense Ilaria Lombardo sul medio. Quasi 1800 gli iscritti. Tra le società la palma d'oro va alla Cicli Gaudenzi.
Parla polacco la 17ma edizione della Granfondo della Vernaccia, che domenica 12 maggio ha portato nelle piazze di San Gimignano, quasi 1800 ciclisti, pronti a sfidarsi sui tre percorsi a disposizione (di cui i due maggiori agonistici). E' andata al giovane polacco Pawel Poljansky, classe 1990, ex elite, la vittoria per distacco sul durissimo percorso di granfondo, sulla distanza di 160 chilometri e quasi 2300 metri di dislivello.
Un percorso rinnovato nel suo finale, per adattarsi alla nuova zona logistica che, lasciando il centro sportivo di Santa Lucia, si è spostata nel nuovo palazzetto dello sport a due passi dal centro storico. Dopo la partenza alle ore 9.00 in punto, la corsa si infiammo già sulle rampe di Vico d'Elsa, quando il palermitano Giuseppe Di Salvo, esce dal gruppo e si lancia solitario al galoppo. Nessuno replica alla sua azione, ma quando il vantaggio ha quasi raggiunto i due minuti, sono le gli uomini in divisa nera dell'Altopack a scandire il ritmo e occuparsi del recupero del fuggitivo. L'azione riesce sulla dura rampa di Santa Maria, dove il gruppo degli inseguitori soffia sul collo a Di Salvo. Raggiunto il fuggitivo, dopo un centinaio di chilometri di fuga, è il giovane polacco Poljansky a tentare l'azione sulla salita di Pancole, ben coperto dai compagni di squadra, Rumsas in primis. Intanto si raggiunge il traguardo della mediofondo. E' volata, ed è ancora una volta il bolognese Massimiliano Grazia il più veloce, riuscendo anche ad alzare le braccia. Il versiliese Federico Cerri e il parmense Enrico Saccomanni chiudono il podio. L'azione di evasione degli Altopack riesce e il fuggitivo arriva a guadagnare fino a 3'30". Il suo arrivo è in solitaria e a braccia alzate. Gli inseguitori sono così così costretti a giocarsi la piazza d'onore in volata, dove Di Salvo mette alla sua ruota Marco Da Castagnori. La corsa rosa della granfondo vede ancora una volta la fiorentina Ilaria Rinaldi, che tra l'altro giocava sulle strade di casa, dominare in pieno la corsa. Seconda piazza per Francesca Martinelli e terza per la romagnola Gabriella Emaldi.
Sulla mediofondo è la parmense Ilaria Lombardo a cogliere la vittoria. Dietro di lei giungono la compagna di squadra russa Ekaterina Chugunkova e Sabrina Raggiante. Come sempre il pasta party, gratuito per tutti, con tanto di affettati toscani, formaggio, pasta, pane, salsiccia alla brace, crostata e frutta (il tutto annaffiato da acqua o vino), ha rimesso in forze i partecipanti e i loro accompagnatori. La cerimonia di premiazione, che ha distribuito cesti ricolmi di prodotti gastronomici, ha chiuso la giornata.  Tra le società, è stata nuovamente la Cicli Gaudenzi a salire sul gradino più alto del podio, seguita dal GS Futura Sport Cicli Zapier e dal GS ARCI Perignano. Splendidamente riuscita la Cena del ciclista del sabato sera, che ha messo a tavola oltre 120 commensali, i quali hanno gustato affettati, pasta e carne alla brace, come sempre con vino rosso a fiumi.
«Un percorso rinnovato e anche molto duro – sono le parole di Paolo Marrucci, organizzatore della manifestazione – che però è piaciuto a tutti, nonostante i primi disappunti appena passato il traguardo, posto ovviamente in salita. Ha retto bene anche la nuova zona logistica, non senza qualche difficoltà, ma che supereremo nelle prossime edizioni» Non mancano certo i ringraziamenti a tutto lo staff, alle forze dell'ordine, ai volontari e a tutte le amministrazioni che hanno dato il loro supporto.
Si chiude così ufficialmente il Giro del Granducato di Toscana.
CLASSIFICHE
GRANFONDO MASCHILE
1. Pawel Polianski (Gfdd Altopack); 04:10:27; 38,58km/h
2. Giuseppe Di Salvo (Velo Club Maggi 1906 Asd); 04:16:38; 37,82km/h
3. Marco Da Castagnori (Asd Team Fondriest); 04:16:38; 37,76km/h
4. Vladislav Borisov (Pol Cral Vigili Del Fuoco Genova Punto Sport); 04:16:39; 37,69km/h
5. Alexander Zhdanov (Gfdd Altopack); 04:16:39; 37,83km/h
GRANFONDO FEMMINILE
1. Ilaria Rinaldi (Cavallino - Specialized); 04:52:50; 32,99km/h
2. Francesca Martinelli (Velo Club Maggi 1906 Asd); 05:09:20; 31,31km/h
3. Gabriella Emaldi (Sc Pedale Bianconero Lugo Asd); 05:09:30; 31,23km/h
4. Karen Alice Doljak (Gs Cicli Gaudenzi); 05:12:09; 31,04km/h
5. Claudia Bertoncini (Velo Club Maggi 1906 Asd); 05:19:34; 30,25km/h

MEDIOFONDO MASCHILE
1. Massimiliano Grazia (Green Devils Team); 03:03:06; 38,19km/h
2. Federico Cerri (Velo Club Maggi 1906 Asd); 03:03:08; 38,24km/h
3. Enrico Saccomanni (Pol Cral Vigili Del Fuoco Genova Punto Sport); 03:03:09; 38,06km/h
4. Giancarlo Bertellotti (Gs Pedale Pietrasantino); 03:03:09; 38,04km/h
5. Riccardo Salani (Eneganzerozero Team); 03:03:12; 38,45km/h
MEDIOFONDO FEMMINILE
1. Ilaria Lombardo (Pol Cral Vigili Del Fuoco Genova Punto Sport); 03:21:32; 34,57km/h
2. Ekaterina Chugunkova (Pol Cral Vigili Del Fuoco Genova Punto Sport); 03:33:36; 32,71km/h
3. Sabrina Raggiante (Asd Coach Cycling Team Test); 03:36:09; 32,37km/h
4. Cristina Coletti (Asd Filippelli Vecchia Parma); 03:37:13; 32,13km/h
5. Silvia Cattani (Gs Ontraino); 03:38:53; 31,96km/h

2.4.13

IL DIAVOLO IN VERSILIA

Ricco e variegato il contenuto del pacco gara, in cui ci saranno anche dei calzini griffati Pissei. Chechi, Sgalla e Di Rocco saranno presenti alla manifestazione in programma il 21 aprile a Viareggio (Lu), palcoscenico d’eccezione dell’evento
Viaggia a pieno ritmo la macchina organizzativa della 17a Granfondo Internazionale Bmc Diavolo in Versilia, che si terrà domenica 21 aprile a Viareggio (Lu).
E’ stato definito proprio in questi giorni il contenuto del pacco gara, che potrà essere ritirato sabato 20 aprile dalle 10,00 alle 20,00 e domenica 21 aprile dalle 7,30 alle 8,30 (solamente per i partecipanti provenienti da fuori provincia) presso il Viareggio Versilia Congressi Principe di Piemonte. Il pacco gara conterrà prodotti Sixtus (pronto gel cola e barretta energetica formula multifruit), un paio di calzini griffati Pissei, prodotti Safety (quick cold busta ghiaccio, termometro ecologico e salviette Prontex Pharmaderm) e Madi Ventura (BBMIX e Mix). Senza dimenticare la presenza di alcune riviste, tra cui quella Granfondo Bmc Diavolo in Versilia 2013.
Si va intanto arricchendo il parterre di illustri ospiti che interverranno alla manifestazione. Certa è per ora la presenza del presidente nazionale della Federciclismo Renato Di Rocco, sempre attento ai grandi eventi, del pratese Jury Chechi, l’ex ginnasta che ha dominato la specialità degli anelli negli anni Novanta, e di Roberto Sgalla, che dirige la Scuola superiore di polizia di Roma e si è occupato del progetto Icaro sull’educazione alla sicurezza stradale nelle scuole.
Vale la pena di ricordare che tutta la zona logistica è posta sul lungomare di Viareggio. Una location suggestiva e ricca di opportunità di svago per gli accompagnatori. Senza dimenticare l’ampia area espositiva che si trova sulla passeggiata a mare, che insieme ai viali a mare compone la zona più monumentale e di maggior pregio artistico della città, nota per le sue architetture eclettiche, liberty e déco. 

27.3.13

UHE, NO POCO DI EPO

MONTECATINI. Sono due i filoni dell’indagine sul doping della procura di Massa-Carrara: uno campano, il più corposo, e uno toscano. Quest’ultimo corre sulla direttrice Montignoso-Valdinievole. E lo testimoniano le perquisizioni fatte dai Nas venerdì mattina in alcune abitazioni dove risiedono gli indagati maggiormente coinvolti in questa vicenda. Gli utilizzatori finali dei farmaci proibiti. Gli inquirenti, prima il sostituto procuratore Federico Manotti e poi la collega Alessandra Conforti, grazie a intercettazioni telefoniche e ambientali sono riusciti a ricostruire il giro che le sostanze facevano prima di arrivare ai ciclisti. Le ordinazioni partivano dalla Valdinievole, arrivavano a Napoli e Salerno e poi tornavano in Toscana (oltre a Monsummano anche a Montignoso). Gergo collaudato. La commercializzazione di medicinali e sostanze dopanti avveniva con la massima cautela. Tutti i componenti del sodalizio utilizzavano un linguaggio in gergo perfettamente collaudato, finalizzato a mascherare le richieste per la successiva cessione, alla varietà tipologica e alla quantità dei farmaci trattati, all'abitualità dei rapporti tra i "pistoiesi", da definirsi "piazzisti", e il fornitore principale, da individuarsi in Carmine Galletta. Tra questi due terminali c’era la periferia, se vogliamo definirla così, che aveva come punto di riferimento proprio il territorio montignosino. La procura grazie alla mole di telefonate intercettate è convinta di aver scoperto un vero e proprio supermarket del doping. Con la cessione di kit di farmaci che garantiscono performance sui pedali oltre il limite umano anche a chi si allena poco, come chi va in bicicletta per passione e che al massimo si confronta con gli altri in competizioni amatoriali. Ma per diventare dei superman a due ruote bisognava sborsare intorno ai centocinquanta euro. Gli arrestati. Oltre a Galletta altre tre persone sono finite in carcere e due ai domiciliari: Michele Sgambato, 36 anni, residente a Monsummano, Raffaele Falzarano, 32 anni, di Lamporecchio, e Alfonso Falzarano, 35 anni, di Monsummano. Reclusi nella loro abitazione, invece, si trovano Armando Marzano, 43 anni, di Caivano (Napoli), agente di polizia con la passione del pedale, e Francesco Fiorenza, 35 anni, di Ponte Buggianese. Le perquisizioni. Proprio le perquisizioni dell’altra mattina hanno dato i risultati sperati. I Nas hanno trovato medicinali e siringhe in quantità anche nell’abitazione visitata a Montignoso. L’ipotesi che fanno gli inquirenti - e su questa lavoreranno nelle prossime settimane - è che quei farmaci dopanti servissero agli atleti apuani. Per questo il proprietario della casa, che poi è un ciclista amatoriale, verrà interrogato. Anche il suo telefono è finito nelle intercettazioni e quindi gli conviene collaborare.



19.3.13

COPPA PIACENTINA: 4° PROVA DEL GIRO DELLE REGIONI

Saranno tre i percorsi della manifestazione. Nessuna variazione rispetto al 2012, con il passaggio della granfondo e della mediofondo sul pavè di Castell’Arquato. Il lungo falsopiano iniziale farà già selezione. Priorità alla sicurezza: tre ore di chiusura al traffico nei punti critici.   La Granfondo della Coppa Piacentina D.O.P. del prossimo 14 aprile ha confermato i suoi tre percorsi, invariati rispetto alla scorsa edizione.
Saranno così tre i tracciati proposti ai partecipanti, che potranno cimentarsi nella granfondo da 127 chilometri con 2190 metri di dislivello, nella mediofondo da 95 chilometri con 1460 metri di dislivello o nella fondo da 60 chilometri con 790 metri di dislivello. Tre anelli per tutte le potenzialità atletiche degli iscritti dunque, accomunati dalla partenza e arrivo posti a Carpaneto Piacentino (Pc), con lo start che verrà dato alle ore 10.00. Dopo il via i concorrenti si dirigeranno con un lungo falsopiano a salire, in grado già di scremare il gruppo, verso Lacereto, dove svolteranno verso Magnani per incontrare la prima asperità di giornata, lunga 2,5 chilometri e con una pendenza media del 5,8%.  Una breve discesa condurrà verso Gropparello, la strada riprenderà a salire, alternando falsopiani a passaggi più impegnativi, e porterà i ciclisti fino a Groppovisdomo, dove il percorso più corto imboccherà un tratto ondulato in direzione San Michele per indirizzarsi a Carpaneto Piacentino, con la strada che nel finale sarà sempre leggermente in discesa.
La mediofondo e la granfondo affronteranno invece la salita vero Prato Barbieri, lunga circa 8 chilometri e con una pendenza media del 5,6%, affronteranno la successiva discesa e la breve ma impegnativa salita di Tiramani, lunga 2,8 chilometri ma con rampe fino al 15%, per poi dividersi in prossimità del lago di Miniano.
La mediofondo procederà verso Castell’Arquato per attaccare l’ultima fatica di giornata, la salita verso la Rocca, lunga 1,8 chilometri e caratterizzata dalle sue arcigne rampe in doppia cifra sul pavè del borgo antico, per poi approdare al traguardo di Carpaneto Piacentino.
I granfondisti invece, prima di giungere a Castell’Arquato, affronteranno ancora un’impervia ascesa di 5,3 chilometri (pendenza media 7,6%, massima 17%), lo strappo di Vigoleno e la salita di Vernasca, lunga 4,6 chilometri e più pedalabile (pendenza media 4,5%). Anche per il percorso lungo passaggio da Castell’Arquato e quindi arrivo. Con la sicurezza che è elemento prioritario della manifestazione, il comitato organizzatore, in collaborazione con le autorità locali, ha predisposto ben tre ore di chiusura al traffico nei punti più critici, in occasione del passaggio dei concorrenti.  I percorsi avranno la più completa copertura radio per il servizio di pronto intervento e presso la sede logistica della manifestazione sarà presente la postazione medica avanzata con personale medico e infermieristico altamente qualificato.
Massimo appoggio ai corridori anche con le scorte tecniche e i mezzi Shimano, nonché con i punti fissi di assistenza meccanica dislocati lungo i percorsi.
Tutte le informazioni sulla Granfondo della Coppa Piacentina D.O.P. sono disponibili sul sito web della manifestazione.

15.1.13

RICORDIAMO L'IMPORTANZA DEL FUORI SOGLIA?

Ci si avvicina a grande velocità alla stagione agonistica, anzi alcune corse in circuito già hanno avuto il varo.  E allora è importante allenarsi bene e una spolveratina al concetto ed all'importanza del fuori soglia, credo sia doveroso. Rileggetevi gli articoli pubblicati  Però attenzione al sovrallenamento, pericoloso compagno di viaggio.

27.8.12

UN OMAGGIO A PIPPO

Come definire il termine "amico? Questo aggettivo, oggi così inflazionato, nasconde un significato importante. Un amico è colui che si sacrifica per te; è colui che soffre con e per le tue sofferenze, ma che altrettanto gode per le tue soddisfazioni; che si vanta per te, per i tuoi risultati .  Ecco queste poche cose definiscono il temine amico, e Pippo (Paolino per gli amici) è tutto questo ed altro ancora. Paolino che domenica si è sacrificato per aiutare la Gabri nella Granfondo Oetztaller, una delle più dure, ma anche una delle più ambite, per mettere alla prova se stessi. Paolino che ha goduto del risultato di Gabri, come e più di lei. Paolino che a tutti coloro che gli hanno chiesto com'è andato, ha risposto "bene, lei la mia capitana ha vinto" 
Per chi lo conosce sa quali e quanti sacrifici fa per allenarsi, le ore ed ore che tra settimana passa sui rulli  non avendo il tempo di allenarsi in bici, riducendole al solo sabato e domenica, che poi da febbraio in poi anche queste uscite si limitano alla gara domenicale. Poi finalmente in agosto riesce a strappare qualche giornata al lavoro per affrontare qualche giro lungo, tutto per prepararsi per quella granfondo così amata e così temuta. Sacrifici fatti per migliorare o eguagliare la prestazione dell'anno prima o di quello precedente. Alla nostra età ed  alla sua, ogni anno si fa sentire, e non sempre è possibile centrare l'obbiettivo di cui sopra, quindi un anno perso forse vuol dire non riuscire più nell'intento di migliore o eguagliare le proprie prestazioni. Questo suo gesto così generoso definisce bene cosa significa essere amici. Gabri grazie a lui ha centrato il suo obbiettivo, e vista la giornataccia (neve, acqua e vento gelido) la sua presenza ha contribuito in maniera determinate a mantenere vivo la voglia di arrivare. Questa vittoria è quindi dedicata interamente a lui.
Vorrà dire che il prossimo anno contraccambierò  facendogli io da gregario. 

20.8.12

COMBATTERE LA PRESSIONE ALTA A SUON DI COCOMERO

 Mangiare il cocomero abbassa la pressione sanguigna e protegge dalla preipertensione, che puo' portare a malattie cardiache. Almeno questo e' quanto emerso da uno studio della Florida State University pubblicato sull'American Journal of Hypertension. Gli aminoacidi trovati nella frutta migliorano le prestazioni delle arterie e abbassano la pressione sanguigna nei soggetti affetti preipertensione. L'assunzione di L-arginina, l'aminoacido essenziale per mantenere sana la pressione del sangue, come supplemento non e' un'opzione per molti adulti ipertesi perche' i suoi effetti secondari possono includere nausea, dolori di stomaco e diarrea. Al contrario lo studio sull'anguria non ha rivelato effetti negativi. Il cocomero e' ricco di L-citrullina, un aminoacido che viene convertito in L-arginina una volta all'interno del corpo. Gli scienziati hanno concluso che questo tipo di frutta "potrebbe prevenire la preipertensione e impedire che progredisca in ipertensione in piena regola, un fattore di rischio per infarti e ictus". Secondo i ricercatori, tuttavia, anche l'assunzione di supplementi di L-citrullina puo' ridurre la quantita' di farmaci antipertensivi necessari per controllare la pressione sanguigna. 

26.7.12

E' TORNATA LA VOGLIA DI RIDIRE

Viste le recenti visiccitudini, la voglia di ridere e scherzare è stata messa un pò in disparte, ora che a distanza di qualche giorno le cose si stanno sistemando, questa è tornata. Nel pensare ai due  giorni di ricovero, con  spirito goliardico, vado a scoprire che come al solito anche nelle cose serie c'è poi sempre un lato comico (adesso che tutto è passato). Domenica pomeriggio alle 15.30 come concordato mi presento in clinica per il ricovero. Siamo in tre, un Forlivese, io ed un meridionale. Gabri subito si mette a ridere e sottovoce mi dice " voglio ridere se ti mettono in camera con lui". L'infermiera, una bella biondina, ci accompagna, a me tocca una camera con due letti ma sono solo.. penso subito" vè mo ad cul" Mi spaparazzo metto le mie cose un pò qua e un pò la, finchè interviene Gabri "tan si miga a cà tu" e così mi ridimensiono. Mi metto il pigiamino con i pantaloncini corti, e me li argombalo per mostrare le belle gambe che ho, ma ovviamente Gabri mi richiama all'ordine. Da li a qualche minuto arriva la bella infermiera per le domande di rito, poi mi chiede " si è depilato l'inguine'? e pù l'am tira zò e pigiama... "Oscià a pens me, slè spurtiva"  Si tutto bene. Dice. Tutto bene sè, stasera quand a so da par mè allora si che è tutto bene.... penso io. Arriva un infermiere maschio che mi infila un innesto in una vena sul braccio, complimentandosi da solo per il successo dell'operazione.  Da li a pochi minuti ritorna con un carrello con dei macchinari ed uno di questi lo monta sul supporto delle flebo. Poi.. aiuto aiuto, e tira fura na raza d'un siringò, da 60 ml l'am pè una buracia", la piazza nel macchinario e mi infila un tubo nella presa che mi aveva appena installato. Il macchinario è un infusore automatico. "Scusi ma stà pidria di roba in quanto tempo la devo prendere? in 24 ore... Poi mi dice che alle 7.00 del mattino dopo, mi dovrò fare una bella doccia con un particolare disinfettante e mi lascia il camice da mettermi legato dietro, praticamente una parona aperta sul retro chiusa sola da due lacci.
Da li a qualche minuto torna la bella infermiera e mi rihiede se mi sono depilato l'inguine.... " vecià la scusa, ta iè trov gost, bongustaia  a guardè e wustel".   Passa la notte quasi tranquilla. Alle 7.00 dopo il prellievo mi faccio la doccia e mi preparo, arriva l'infermiere che mi porta con altri due in sala operatoria. Bella sala con vista panoramica verso Lugo, guardo intravvedo casa mia.. Mi stendono sul lettino, e poi i taca.  Una punturina all'inguine e una al collo, per l'anestesia locale necessaria per introdurre gli aggeggi necessari.  Faccio qualche smorfia di dolore e ,,,,,, mi sveglio che ormai hanno finito. Nello svegliami, nel dormi veglia, sento che dò qualche tironcino. Penso a vut avdè che mi sono assopito e ho russato, ad raza ad figura de caz... Chiedo all'ifermiere così innocentemente, " ma mi sono assopito da solo o mi avete dato un aiutino" "ti abbiamo dato un aiutone," praticamente mi sono dormito tutto l'intervento, fortunatamente, perchè gli ultimi 15 minuti ho sentito bene il sondino quando fa la bruciatura dentro le corason, e non è una bella senzazione. Mi portano in sala risveglio, mi attaccano ai monito: frequenza cardiaca, frequanza respiratoria, pressione, ossigenazione. E taca sobit a sunè... pulsazioni a 45. "e' un ciclista" dice uno degli infermieri, allora regola in basso il limite. E sona neca,, pulsazioni a 36. ritmo di respirazione 6/7 al minuto. Stessa cosa " è un ciclista stacca l'allarme. Mi metto a parlare con l'infermiere che mi segue nel risveglio e che mi deve rimuovere i sondini dall'inguine e dal collo. E' ancora presto perchè il fattore di coagulazione non è a posto. E così parliamo e scopro che nel 2007 era iscritto anche lui al Pedale. Poi mi chiede cosa faccio. Alla risposta "Amministratore di condominio" gli si illuminano gl'occhi. Bene bene, voglio chiederti una cosa, e così mi strappa una consulenza. Forse però non gli è piaciuta perchè da li a qualche minuto mi sfila il sondino dall'inguine. E qui inizia la mia piccola tragedia, che mi ha fatto pensare e dire" stavolta è giunta la mia ora". Il sangue non coagula ed è emoragia. Tampone di garza e poi con tutta la forza che aveva spinge sulla ferita. Un mel da sgraziè. La pressione scende ad 89, sudore a freddo, tremolio... Arriva un medico attaca la flebo e poi chiama due iniezione di atropina o roba simile.... mi pare di vivere una scena di E.R. medici in prima linea... Ma e scagaz le tant... "Stai tranquillo e da qualche colpo di tosse" mi dicono. Un quarto d'ora da incubo. Le pulsazioni mi vanno a 72 il ritmo respiratorio a 22/24, poi la pressione piano piano risale: 95-103-110, e scagaz inizia a passare. Dopo mezzora è la volta del sondino del collo: " a putegna aspitè fena a quà da zuba o venar?" dico io. Ma no il doctor ul cheva. Poi tampone e spinge. Fortunatamente lì niente di tutto quello del sotto.  In poche parole sono entrato per primo e sono tornato in camera alle 13.30. Non vi nascondo che alla vista di Gabri e nel pensare che Alexia era via, mi è venuto un magone grande e qualche lacrima è scappata.  Al rientro in camera dopo l'intervento mi trovo il secondo letto occupato da un'altro pazizente.  "Resti immobile per 8 ore supino"  Speriamo che pino sia contento. Inizia il calvario. Male alla schiena ed il vicino di letto che russa a tutto spiano. Se stanotte è così ai ses e cumudè...  Verso sera passano Lele e Paolino, ma il dolore ai reni è insopportabile e non sono stato certo di compagnia. Poi finalmente verso le 20.00 mi danno alcune pastiglie, e così il male passa. Finalmente alle 21.45 mi posso alzare e sgranchirmi un pochino. Così chiedo qualcosa al mio compagno di stanza, e scopro che è di Brisighella. "Ooh Brisisghella, ho un amico che è in squadra con me di Brisighella, si chiama Selci, lo conosce? " "Sicura, abita a 50 metri da casa mia ed è sposato con la cugina di mia moglie". Am deg.. putana vigliaca a V.... M..... i vè da tota Italia, a sè in santa miliò, a ciep in tun parent ad Adriano, ma cusoia la calamita?"  Notte in bianco, il vicino è parente di Selci, e rossa, us liva e và a pisè, e pù e rossa neca!!! e vai così tutta notte. Verso le 22, è ripassata la bella infermiera. "e no le vecià la storia della depilazione" infatti la ma cambiè e siringò con un'etar pracis. Un altro? dico io, si deve andare fino domattina alle 8.00. Si fa mattina le condizioni sono un pò migliori, lo spirito sta riprendendo possesso del Boss. Arriva gabri con quattro pasticcini: è il mio compleanno!!!! Un'altra infermiera mi viene a medicare, mi toglie il bendaggio dell'inguine con tutti i tamponi messi, e mi disinfetta, poi mi mette un bel cerottone, Il problema che il cerottone in parte lo attacca nella parte depilata ed una parte lo appiccica negli zebedei, non depilati. " a voi ridar ades quand a iò da cavel"  Finito passa la caposala, che mi dice che verso le 10 devo lasciare libera la stanza per i nuovi ingressi e che dovrò attendere la lettera di dimissione nel salottino. Iniziano ad arrivare i nuovi ingressi mentre io e gl'altri dimissionari stiamo aspettando il via. Poichè il dolore all'inguine è forte e  non devo piegare la gamba, giro zoppicando vistosamente. Mi si avvicina uno dei nuovi arrivati chiedendomi se mi sono fatto l'ablazione e com'è. Ovviamente rispondo di sì poi preso dall'impeto e dalla voglia di fare (e vis de caz) gli racconto un pò quello che mi successo colorendola un pochino, del tipo: durante l'intervento non ho sentito nulla perchè sedato, però dopo, quando mi hanno tolto il sondino l'emoragia il sangue che correva, il dottore con flebo, tagli e cuci, per fermarmi l'emoraggia..... ecc.  Il tipo prende su e si infila in camera. Da lì a 5 minuti torna e mi chiede ancora. A questo punto sono più serio gli dico le cose più o meno come sono andate, ma gli dico anche che molti hanno dovuto rifare l'intervento per due tre o anche quattro volte. Se ne va e  dopo 30 secondi e torna indrì con la valisa la moi ed e fiol e le scap, u sè andè a cà....
Anche questa è passata speriamo bene. Adesso devo stare fermo per una decina di giorni per via della ferita alla gamba, poi potrò riprendere. Non sò se l'intervento è riuscito e se non avrò più le aritmie, però ades aiò sempar l'u....  dur!!!!