PAN

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STA ATTENTO, CHE TI VEDO EH !!!

15.6.11

KIWI ... LA NATURA ALLA RISCOSSA

Alimento preferito da grandi e piccini, il kiwi è dunque un frutto di largo consumo ed ha tantissime proprietà benefiche, molto indicate per la salute. Possiede un contenuto molto alto di vitamina C, superiore addirittura al limone, all’arancia e al peperone. Ma non solo: è ricco anche di potassio e vitamina E, Rame, ferro e vitamina C, che combinate insieme, conferiscono al kiwi caratteristiche antisettiche e antianemiche. Notevole in esso è anche la presenza di minerali e proprio questa particolarità rimineralizzante, è in grado di regolare la funzionalità cardiaca e la pressione arteriosa. Possiede anche un’azione rinfrescante, dissetante e diuretica, potenzia le difese immunitarie e protegge la parete vascolare. Non è però ben tollerato da tutte le persone e alcuni lamentano reazioni allergiche a seguito della sua ingestione. La sua pianta raramente è aggredita da parassiti. Ciò significa che i frutti immessi sul mercato, quasi sempre sono indenni da fitofarmaci, contrariamente ad esempio all’ uva o alle pesche che, per la delicatezza dei loro alberi, sono spesso trattati con pesticidi.

La coltura del kiwi è molto aumentata negli ultimi anni, soprattutto in Italia e una tavola rotonda svoltasi in Italia, ha messo in luce gli accordi interprofessionali tra produttori e governo, proprio per la necessità di conquistare ulteriori consumatori attraverso l’introduzione di nuove varietà. Ciò dovrebbe avvenire attraverso nuovi bacini di esportazione, come il Giappone, o gli Stati Uniti, dove il kiwi non è ancora particolarmente richiesto. In occasione dell’ultimo incontro IKO, (International Kiwifruit Organization), i principali paesi produttori hanno assunto l’impegno di “dedicare sforzi particolari nelle rispettive attività promozionali”, come ha spiegato Valtiero Mazzotti direttore del CSO (Centro servizi ortofrutticoli). Un recente studio, condotto su 100.000 persone, tenute sotto osservazione dal 1980 al 1998, ha confermato che cinque o più porzioni di frutta e verdura (seguita dalle verdure a foglia verde come gli spinaci), “si traducono in una notevole diminuzione dei rischi cardiovascolari”.

8.6.11

UN PO' DI SANO DOPING

Di seguito sono riportati gli elenchi degli squalificati per doping, UISP, UDACE E FCI
UISP
UDACE
FCI

6.4.11

DT SWISS IN CARBONIO

Le ruote testate sono prodotte dalla casa svizzera DT SWISS. Leggere con i loro 1130 grammi dichiarati ( 500 grammi per la ruota anteriore e 630 grammi per la ruota posteriore, con una tolleranza del 5 +/-), con un profilo da 46 mm, quel tanto che basta per essere una ruota, oltre che aerodinamica, anche rapida nei cambi di direzione. Il cerchio è in carbonio UD ( UD sta per unidirezionale cioè le fibre sono orientate nella direzione necessarie), con un particolare e gradevole effetto visivo, ad alto modulo, raggi aero e nipples DT Swiss, bianchi in alluminio, con sistema di regolazione DT pro lock interno al cerchio, mozzi con cuscinetti sigillati in acciaio inox e sistema di ruota libera star racket. Le ruote svizzere sono state testate sul telaio Bianchi Oltre. Ottime in salita, dove la leggerezza è determinante, reattive nei rilanci fuori sella, rapide nei cambiamenti di direzione, soprattutto in discesa. In merito alla scorrevolezza devo dire che le ruote testate sono state all'altezza della situazione. Nel test ho usato i tubolari Vittoria Evo da 21 mm che hanno garantito un ottimo grip. In sede di frenata nessun problema di tenuta, anche in discesa ad alta velocità, su fondo bagnato, asciutto e umido. Nel test le ruote hanno lavorato con i specifici tacchetti per cerchi in carbonio, DT Swiss, di colore giallo, montati sui freni Dura Ace, dual pivot, a mio avviso la migliore soluzione in ogni condizione.

1.4.11

LA SALITA PIU' DIFFICILE DEL MONDO

Ebbene si cari amici ciclisti, la salita più difficile del mondo parrebbe trovarsi proprio in Italia, in Trentino Alto Adige, nel territorio del comune di Besanello per la precisione. La salita parte dalla frazione di Scanuppia e conduce a Malga Palazzo dopo 8 km di strada con una pendenza media del 17,6%! Il percorso inizia con una pendenza dell’8% e prosegue con picchi del 20-28%! La pendenza diminuisce nel trato centrale (13-14%) per finire al 19%! All’inizio della salita vi troverete a 198 metri sul livello del mare e all’arrivo, a Malga Palazzo, a ben 1.515 con un dislivello di 1.317 metri. Su You Tube ho trovato il video di un impavido corridore che documenta la salita e che scrive di essere riuscito a completarla senza mai mettere piede per terra!


15.3.11

ANCORA UNA RISPOSTA DALLA NATURA

Ginkgo Biloba: Migliora la Memoria e la Circolazione
• La gingko ha la proprietà di migliorare la circolazione
• Migliora la memoria
• Può ridurre gli effetti della demenza senile, del tinnito e delle vertigini
• Può alleviare il dolore alle gambe generato da claudicatio intermittens e da altri disturbi simili
• È stato usato per il trattamento dell’impotenza
• Aiuta a liberare il corpo dai radicali liberi
• Usato nel trattamento dell’asma
• Può migliorare la distribuzione dei nutrienti e l’eliminazione dal cervello dei prodotti di scarto
• Può migliorare i sintomi associati agli stati di diabete
• Può ritardare l’insorgere del morbo di Alzheimer
Cos’è la Ginkgo Biloba e da dove viene?
La Ginkgo Biloba proviene dall'albero del Gingko ed è una delle più antiche specie di albero in vita. L'albero del Ginkgo albero è esistito da circa 150 a 200 milioni di anni. I cinesi hanno usato il Ginkgo per migliaia di anni per vari disturbi. La foglia è usata per ricavare un estratto standardizzato. I costituenti attivi sono i flavonglicosidi e i terpeni lattoni. Il nostro ginko è standardizzato al 24% di flavonglicosidi di ginko e al 6% di terpeni lattoni.
La Ginkgo Biloba è stata introdotta per la prima volta in Europa nel 1700, ed ora è usata in tutto il mondo.La Ginkgo Biloba è uno delle erbe più ricercate. I cinesi hanno usato la Ginkgo Biloba per ottenere sollievo dall’asma, congestione polmonare, e anche per ottenere l'aumento di energia sessuale, per regolare il flusso del sangue, e per promuovere la longevità generale. La Ginkgo Biloba è stata utilizzata in medicina tradizionale cinese da oltre 4000 anni, dove è stata usata per il trattamento di asma e bronchite e anche come trattamento per le malattie cardiovascolari.

Oggi, è l'erba medicinale più frequentemente prescritta in Europa.

Come funziona la Ginkgo Biloba?
La Ginkgo Biloba opera aumentando il flusso di sangue al cervello, e attraverso tutto il corpo della rete di vasi sanguigni, che fornisce l’ossigeno e sostanze nutritive.Una nuona circulazione del sangue è essenziale per una buona salute- una migliore circolazione sanguigna generale, promuove la longevità, e aiuta a mantenervi sani.
Ginkgo ha 2 gruppi di componenti attivi: flavonoidi e terpene lattoni compresi di Ginkgolidi A, B, e C, bilobalide, quercetin, e kaempferol. Il Ginkgolide aiuta a contribuire a controllare l’infiammazione allergica e l’asma. Ginkgo Biloba agisce anche come un antiossidante potente, e contribuisce a uccidere i radicali liberi, nocivi durante l' .
Ginkgo è ben conosciuto per il suo effetto positivo sul funzionamento del cervello- il miglioramento della memoria, l'attenzione mentale, e per ridurre la fatica mentale e la mancanza di energia. Anche per unA persona sana, la Gingko Biloba può contribuire a migliorare la funzione celebrale mediante la prevenzione e il trattamento di condizioni vascolari cerebrali, dove è presente una diminuzione del flusso di sangue al cervello.
Perchè somministrare la Ginkgo Biloba?
La ginko è una delle erbe più ricercate al mondo ed è stato sottoposto a centinaia di studi. È particolarmente noto per i suoi effetti positivi sulle funzioni cerebrali e su quelle della circolazione. Inoltre, gli studiosi hanno scoperto che il ginko contiene molti antiossidanti, vitamina C e carotenoidi. Studi recenti hanno mostrato che aumenta il flusso sanguigno al cervello e che contribuisce anche ad aumentare la produzione del corpo del trifosfato di adenosina (ATP). L’ATP velocizza la metabolizzazione del glucosio nel cervello. Le ricerche hanno anche rilevato che l’estratto di ginko è in grado di aumentare i livelli di ossigeno nei tessuti cerebrali. Questo dovrebbe avere un influsso positivo sulla memoria e ritardare l’insorgenza del morbo di Alzheimer. Uno studio ha paragonato quattro farmaci comunemente utilizzati per combattere la demenza con un estratto standard di ginko e con la somministrazione di placebo per la cura del morbo di Alzheimer. Gli autori hanno concluso che, per il trattamento del morbo di Alzheimer di media o moderata gravità, l’efficacia dell’estratto standard di ginko potrebbe essere pari a quella dei medicinali. Ricercatori tedeschi hanno rilevato che il ginko è un valido antiossidante in grado di prevenire l’ispessimento delle arterie. Hanno anche provato che il trattamento con gli estratti di ginko migliora la circolazione delle estremità, delle orecchie e degli occhi. Regola il tono e l’elasticità dei vasi sanguigni, da quelli più sottili alle arterie più grandi.
Avvertenze:
• Se si prevede di doversi sottoporre a un qualsiasi tipo di intervento chirurgico od odontoiatrico, interrompere l’assunzione di ginko almeno 14 giorni prima dell’intervento.
• Se si stanno assumendo anticoagulanti o farmaci antipiastrinici, se si soffre di disfunzioni di coagulazione o di sanguinamento, se ci si trova in stato di gravidanza o di allattamento, prima di assumere Ginko Bilboa consultare un medico.
• In rari casi il ginko ha causato cefalea, irritabilità, diarrea, nausea o irritazioni della pelle. Se si rileva uno qualsiasi di questi sintomi dopo aver assunto il ginko, interromperne l’assunzione e consultare un medico

13.1.11

Il Doping ha fatto salti da gigante.....

L'uso di sostanze o pratiche per aumentare il rendimento fisico non è una scoperta recente. Agli inizi del '900 si passò dall’uso di zollette di zucchero imbevute di etere alle più "moderne" miscele di stricnina e brandy e vino in cui erano state fatte macerare foglie di coca; poi, negli anni ‘50, fecero la loro comparsa le amfetamine: i primi stimolanti di sintesi.

La prima vittima nota da abuso di sostanze dopanti si fa risalire al 1886, quando Arthur Linton, giovane ciclista gallese, morì dopo aver preso parte alla famosa corsa Parigi-Bordeaux. Il farmaco incriminato sembra fosse il trimetil, o forse una miscela di stricnina, cocaina ed etere. L’uso della stricnina (per aumentare il tono muscolare) era alquanto in uso a cavallo della fine del 1800 inizi 1900.
Ad Atene, nel 1904, durante la prima Maratona delle Olimpiadi dell’era moderna, l’americano Thomas Hicks, dopo aver vinto la prova, venne colto da grave malore, conseguente all'assunzione di solfato di stricnina proprio durante la prova. Si sospetta che anche Dorando Petri avesse fatto uso di stricnina durante la famigerata Maratona Olimpica di Londra nel 1908, ma questo comportamento pare fosse tollerato.

L’uso smoderato di sostanze dopanti sembra avere raggiunto la sua "consacrazione" nelle Olimpiadi di Berlino del 1936: un momento storico molto particolare, preludio alla seconda Guerra Mondiale e teatro dell’avvio delle ostilità .

21.10.10

Il Castagnaccio

Il castagnaccio viene chiamato in diversi modi in Toscana, baldino, pattona, bardiccio ecc... è
un dolce tanto particolare qunto facile da realizzare, si parte dalla farina di castagne e si arricchisce con uvetta pinoli noci e oviamente ramerino. Questo dolce è molto diffuso anche in altre regioni quali Veneto, Lombardia, Piemonte, nel corso del tempo però il castagnaccio assume l'identità di dolce tipico toscano per la sua storia legata strettamente alla città di Siena. Il castagnaccio nasce come la maggior parte dei piatti poveri toscani, dalle famiglie contadine. Si narra però che la prima ricetta del castagnaccio nasca da un tale Pilade da Lucca che parlava nei suoi scritti già nel 1553 del "castagnazzo". Esistevano due versioni di castagnaccio: la prima prevedeva l’uso della grande teglia, in cui l’impasto formava una spessa coltre screpolata in superficie; l’altra era costituita da “tondini” sottili, cotti e subito estratti dalle formelline di ferro annerito. Entrambe le versioni provenivano da località minori del senese.

Quindi Lucca o Siena?

L'arcano non è svelato, ma nel frattempo gustiamoci questo meraviglioso dolce, magari accompagnato da un buon bicchiere di Vin Santo.....

13.9.10

Il Santuario di San Luca

Tradizionale oggetto di culto religioso legato alla devozione dell'immagine della B. Vergine di S. Luca nonchè confortante approdo visivo per i bolognesi che rientrano in città, il santuario posto sul Colle della Guardia rappresenta uno dei simboli di Bologna. Le 666 arcate di un portico - unico al mondo per la sua lunghezza di quasi quattro chilometri (3.796 m) - collegano il santuario alla città e agevolano la processione che ogni anno dal 1433 conduce la bizantina Madonna con Bambino alla cattedrale durante la settimana dell'Ascensione. La sua realizzazione si avvia nel 1674 con la costruzione a Porta Saragozza dell'arco Bonaccorsi di G. G. Monti. Allo stesso architetto si attribuisce il progetto definitivo del tratto in pianura del portico ritmato da un modulo compositivo di estrema sobrietà e semplicità, ripreso dal suo successore C.F. Dotti a partire dal secondo decennio del '700. La parte terminale del percorso collinare, progettata da quest'ultimo, si caratterizza invece per la dinamica variazione di visuali e di punti di fuga fino alla visione finale del santuario.
L'avvio del percorso in salita è enfatizzato lungo via Saragozza dall'Arco del Meloncello, progettato dal Dotti con probabile intervento dello scenografo Francesco Bibiena. Questa edicola dalla planimetria curvilinea che ricorre all'uso della colonna libera rappresenta, insieme allo spazio antistante alla basilica, l'unico spazio barocco esterno presente in città. La chiesa attuale viene realizzata dal Dotti tra 1723 e 1757 in sostituzione di una precedente chiesa quattrocentesca mentre le due tribune esterne sono concluse dal figlio Giovanni Giacomo nel 1774. In sintonia con la tradizione bolognese il volume esterno si presenta privo di decorazioni enfatiche e solenni e si caratterizza per la semplicità del profilo curvilineo su cui è impostata la cupola. Entro una planimetria ellittica gli spazi interni si dilatano a croce greca culminando nell'altare principale che precede la cappella della Vergine. Le decorazioni sono affidate a V. Bigari per gli affreschi, ad A. Borelli e G. Calegari per gli stucchi e ad A. Piò per le statue. Tra gli artisti che adornano la chiesa si segnalano inoltre G. Reni (terzo altare a destra), D. Creti (seconda cappella a destra), G. Mazza (cappella di S. Antonio da Padova), Guercino (sagrestia maggiore).
Nel 1930 Ferruccio Gasparri realizza una funivia che con un solo pilone supera il dislivello di 220 metri tra via Saragozza e il santuario. Le polemiche che accompagnano il conseguente annullamento del percorso devozionale si concludono però con la sua definitiva sospensione.
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