PAN
STA ATTENTO, CHE TI VEDO EH !!!
6.4.11
DT SWISS IN CARBONIO
1.4.11
LA SALITA PIU' DIFFICILE DEL MONDO
Ebbene si cari amici ciclisti, la salita più difficile del mondo parrebbe trovarsi proprio in Italia, in Trentino Alto Adige, nel territorio del comune di Besanello per la precisione. La salita parte dalla frazione di Scanuppia e conduce a Malga Palazzo dopo 8 km di strada con una pendenza media del 17,6%! Il percorso inizia con una pendenza dell’8% e prosegue con picchi del 20-28%! La pendenza diminuisce nel trato centrale (13-14%) per finire al 19%! All’inizio della salita vi troverete a 198 metri sul livello del mare e all’arrivo, a Malga Palazzo, a ben 1.515 con un dislivello di 1.317 metri. Su You Tube ho trovato il video di un impavido corridore che documenta la salita e che scrive di essere riuscito a completarla senza mai mettere piede per terra!
15.3.11
ANCORA UNA RISPOSTA DALLA NATURA
Ginkgo Biloba: Migliora la Memoria e la Circolazione
• La gingko ha la proprietà di migliorare la circolazione
• Migliora la memoria
• Può ridurre gli effetti della demenza senile, del tinnito e delle vertigini
• Può alleviare il dolore alle gambe generato da claudicatio intermittens e da altri disturbi simili
• È stato usato per il trattamento dell’impotenza
• Aiuta a liberare il corpo dai radicali liberi
• Usato nel trattamento dell’asma
• Può migliorare la distribuzione dei nutrienti e l’eliminazione dal cervello dei prodotti di scarto
• Può migliorare i sintomi associati agli stati di diabete
• Può ritardare l’insorgere del morbo di Alzheimer
Cos’è la Ginkgo Biloba e da dove viene?
La Ginkgo Biloba proviene dall'albero del Gingko ed è una delle più antiche specie di albero in vita. L'albero del Ginkgo albero è esistito da circa 150 a 200 milioni di anni. I cinesi hanno usato il Ginkgo per migliaia di anni per vari disturbi. La foglia è usata per ricavare un estratto standardizzato. I costituenti attivi sono i flavonglicosidi e i terpeni lattoni. Il nostro ginko è standardizzato al 24% di flavonglicosidi di ginko e al 6% di terpeni lattoni.
La Ginkgo Biloba è stata introdotta per la prima volta in Europa nel 1700, ed ora è usata in tutto il mondo.La Ginkgo Biloba è uno delle erbe più ricercate. I cinesi hanno usato la Ginkgo Biloba per ottenere sollievo dall’asma, congestione polmonare, e anche per ottenere l'aumento di energia sessuale, per regolare il flusso del sangue, e per promuovere la longevità generale. La Ginkgo Biloba è stata utilizzata in medicina tradizionale cinese da oltre 4000 anni, dove è stata usata per il trattamento di asma e bronchite e anche come trattamento per le malattie cardiovascolari.
• La gingko ha la proprietà di migliorare la circolazione
• Migliora la memoria
• Può ridurre gli effetti della demenza senile, del tinnito e delle vertigini
• Può alleviare il dolore alle gambe generato da claudicatio intermittens e da altri disturbi simili
• È stato usato per il trattamento dell’impotenza
• Aiuta a liberare il corpo dai radicali liberi
• Usato nel trattamento dell’asma
• Può migliorare la distribuzione dei nutrienti e l’eliminazione dal cervello dei prodotti di scarto
• Può migliorare i sintomi associati agli stati di diabete
• Può ritardare l’insorgere del morbo di Alzheimer
Cos’è la Ginkgo Biloba e da dove viene?
La Ginkgo Biloba proviene dall'albero del Gingko ed è una delle più antiche specie di albero in vita. L'albero del Ginkgo albero è esistito da circa 150 a 200 milioni di anni. I cinesi hanno usato il Ginkgo per migliaia di anni per vari disturbi. La foglia è usata per ricavare un estratto standardizzato. I costituenti attivi sono i flavonglicosidi e i terpeni lattoni. Il nostro ginko è standardizzato al 24% di flavonglicosidi di ginko e al 6% di terpeni lattoni.
La Ginkgo Biloba è stata introdotta per la prima volta in Europa nel 1700, ed ora è usata in tutto il mondo.La Ginkgo Biloba è uno delle erbe più ricercate. I cinesi hanno usato la Ginkgo Biloba per ottenere sollievo dall’asma, congestione polmonare, e anche per ottenere l'aumento di energia sessuale, per regolare il flusso del sangue, e per promuovere la longevità generale. La Ginkgo Biloba è stata utilizzata in medicina tradizionale cinese da oltre 4000 anni, dove è stata usata per il trattamento di asma e bronchite e anche come trattamento per le malattie cardiovascolari.
Oggi, è l'erba medicinale più frequentemente prescritta in Europa.
Come funziona la Ginkgo Biloba?
La Ginkgo Biloba opera aumentando il flusso di sangue al cervello, e attraverso tutto il corpo della rete di vasi sanguigni, che fornisce l’ossigeno e sostanze nutritive.Una nuona circulazione del sangue è essenziale per una buona salute- una migliore circolazione sanguigna generale, promuove la longevità, e aiuta a mantenervi sani.
Ginkgo ha 2 gruppi di componenti attivi: flavonoidi e terpene lattoni compresi di Ginkgolidi A, B, e C, bilobalide, quercetin, e kaempferol. Il Ginkgolide aiuta a contribuire a controllare l’infiammazione allergica e l’asma. Ginkgo Biloba agisce anche come un antiossidante potente, e contribuisce a uccidere i radicali liberi, nocivi durante l' .
Ginkgo è ben conosciuto per il suo effetto positivo sul funzionamento del cervello- il miglioramento della memoria, l'attenzione mentale, e per ridurre la fatica mentale e la mancanza di energia. Anche per unA persona sana, la Gingko Biloba può contribuire a migliorare la funzione celebrale mediante la prevenzione e il trattamento di condizioni vascolari cerebrali, dove è presente una diminuzione del flusso di sangue al cervello.
Perchè somministrare la Ginkgo Biloba?
La ginko è una delle erbe più ricercate al mondo ed è stato sottoposto a centinaia di studi. È particolarmente noto per i suoi effetti positivi sulle funzioni cerebrali e su quelle della circolazione. Inoltre, gli studiosi hanno scoperto che il ginko contiene molti antiossidanti, vitamina C e carotenoidi. Studi recenti hanno mostrato che aumenta il flusso sanguigno al cervello e che contribuisce anche ad aumentare la produzione del corpo del trifosfato di adenosina (ATP). L’ATP velocizza la metabolizzazione del glucosio nel cervello. Le ricerche hanno anche rilevato che l’estratto di ginko è in grado di aumentare i livelli di ossigeno nei tessuti cerebrali. Questo dovrebbe avere un influsso positivo sulla memoria e ritardare l’insorgenza del morbo di Alzheimer. Uno studio ha paragonato quattro farmaci comunemente utilizzati per combattere la demenza con un estratto standard di ginko e con la somministrazione di placebo per la cura del morbo di Alzheimer. Gli autori hanno concluso che, per il trattamento del morbo di Alzheimer di media o moderata gravità, l’efficacia dell’estratto standard di ginko potrebbe essere pari a quella dei medicinali. Ricercatori tedeschi hanno rilevato che il ginko è un valido antiossidante in grado di prevenire l’ispessimento delle arterie. Hanno anche provato che il trattamento con gli estratti di ginko migliora la circolazione delle estremità, delle orecchie e degli occhi. Regola il tono e l’elasticità dei vasi sanguigni, da quelli più sottili alle arterie più grandi.
Avvertenze:
• Se si prevede di doversi sottoporre a un qualsiasi tipo di intervento chirurgico od odontoiatrico, interrompere l’assunzione di ginko almeno 14 giorni prima dell’intervento.
• Se si stanno assumendo anticoagulanti o farmaci antipiastrinici, se si soffre di disfunzioni di coagulazione o di sanguinamento, se ci si trova in stato di gravidanza o di allattamento, prima di assumere Ginko Bilboa consultare un medico.
• In rari casi il ginko ha causato cefalea, irritabilità, diarrea, nausea o irritazioni della pelle. Se si rileva uno qualsiasi di questi sintomi dopo aver assunto il ginko, interromperne l’assunzione e consultare un medico
13.1.11
Il Doping ha fatto salti da gigante.....
L'uso di sostanze o pratiche per aumentare il rendimento fisico non è una scoperta recente. Agli inizi del '900 si passò dall’uso di zollette di zucchero imbevute di etere alle più "moderne" miscele di stricnina e brandy e vino in cui erano state fatte macerare foglie di coca; poi, negli anni ‘50, fecero la loro comparsa le amfetamine: i primi stimolanti di sintesi.La prima vittima nota da abuso di sostanze dopanti si fa risalire al 1886, quando Arthur Linton, giovane ciclista gallese, morì dopo aver preso parte alla famosa corsa Parigi-Bordeaux. Il farmaco incriminato sembra fosse il trimetil, o forse una miscela di stricnina, cocaina ed etere. L’uso della stricnina (per aumentare il tono muscolare) era alquanto in uso a cavallo della fine del 1800 inizi 1900.
Ad Atene, nel 1904, durante la prima Maratona delle Olimpiadi dell’era moderna, l’americano Thomas Hicks, dopo aver vinto la prova, venne colto da grave malore, conseguente all'assunzione di solfato di stricnina proprio durante la prova. Si sospetta che anche Dorando Petri avesse fatto uso di stricnina durante la famigerata Maratona Olimpica di Londra nel 1908, ma questo comportamento pare fosse tollerato.
L’uso smoderato di sostanze dopanti sembra avere raggiunto la sua "consacrazione" nelle Olimpiadi di Berlino del 1936: un momento storico molto particolare, preludio alla seconda Guerra Mondiale e teatro dell’avvio delle ostilità .
21.10.10
Il Castagnaccio
Il castagnaccio viene chiamato in diversi modi in Toscana, baldino, pattona, bardiccio ecc... è
un dolce tanto particolare qunto facile da realizzare, si parte dalla farina di castagne e si arricchisce con uvetta pinoli noci e oviamente ramerino. Questo dolce è molto diffuso anche in altre regioni quali Veneto, Lombardia, Piemonte, nel corso del tempo però il castagnaccio assume l'identità di dolce tipico toscano per la sua storia legata strettamente alla città di Siena. Il castagnaccio nasce come la maggior parte dei piatti poveri toscani, dalle famiglie contadine. Si narra però che la prima ricetta del castagnaccio nasca da un tale Pilade da Lucca che parlava nei suoi scritti già nel 1553 del "castagnazzo". Esistevano due versioni di castagnaccio: la prima prevedeva l’uso della grande teglia, in cui l’impasto formava una spessa coltre screpolata in superficie; l’altra era costituita da “tondini” sottili, cotti e subito estratti dalle formelline di ferro annerito. Entrambe le versioni provenivano da località minori del senese.
Quindi Lucca o Siena?
L'arcano non è svelato, ma nel frattempo gustiamoci questo meraviglioso dolce, magari accompagnato da un buon bicchiere di Vin Santo.....
un dolce tanto particolare qunto facile da realizzare, si parte dalla farina di castagne e si arricchisce con uvetta pinoli noci e oviamente ramerino. Questo dolce è molto diffuso anche in altre regioni quali Veneto, Lombardia, Piemonte, nel corso del tempo però il castagnaccio assume l'identità di dolce tipico toscano per la sua storia legata strettamente alla città di Siena. Il castagnaccio nasce come la maggior parte dei piatti poveri toscani, dalle famiglie contadine. Si narra però che la prima ricetta del castagnaccio nasca da un tale Pilade da Lucca che parlava nei suoi scritti già nel 1553 del "castagnazzo". Esistevano due versioni di castagnaccio: la prima prevedeva l’uso della grande teglia, in cui l’impasto formava una spessa coltre screpolata in superficie; l’altra era costituita da “tondini” sottili, cotti e subito estratti dalle formelline di ferro annerito. Entrambe le versioni provenivano da località minori del senese.
Quindi Lucca o Siena?
L'arcano non è svelato, ma nel frattempo gustiamoci questo meraviglioso dolce, magari accompagnato da un buon bicchiere di Vin Santo.....
13.9.10
Il Santuario di San Luca
Tradizionale oggetto di culto religioso legato alla devozione dell'immagine della B. Vergine di S. Luca nonchè confortante approdo visivo per i bolognesi che rientrano in città, il santuario posto sul Colle della Guardia rappresenta uno dei simboli di Bologna. Le 666 arcate di un portico - unico al mondo per la sua lunghezza di quasi quattro chilometri (3.796 m) - collegano il santuario alla città e agevolano la processione che ogni anno dal 1433 conduce la bizantina Madonna con Bambino alla cattedrale durante la settimana dell'Ascensione. La sua realizzazione si avvia nel 1674 con la costruzione a Porta Saragozza dell'arco Bonaccorsi di G. G. Monti. Allo stesso architetto si attribuisce il progetto definitivo del tratto in pianura del portico ritmato da un modulo compositivo di estrema sobrietà e semplicità, ripreso dal suo successore C.F. Dotti a partire dal secondo decennio del '700. La parte terminale del percorso collinare, progettata da quest'ultimo, si caratterizza invece per la dinamica variazione di visuali e di punti di fuga fino alla visione finale del santuario.L'avvio del percorso in salita è enfatizzato lungo via Saragozza dall'Arco del Meloncello, progettato dal Dotti con probabile intervento dello scenografo Francesco Bibiena. Questa edicola dalla planimetria curvilinea che ricorre all'uso della colonna libera rappresenta, insieme allo spazio antistante alla basilica, l'unico spazio barocco esterno presente in città. La chiesa attuale viene realizzata dal Dotti tra 1723 e 1757 in sostituzione di una precedente chiesa quattrocentesca mentre le due tribune esterne sono concluse dal figlio Giovanni Giacomo nel 1774. In sintonia con la tradizione bolognese il volume esterno si presenta privo di decorazioni enfatiche e solenni e si caratterizza per la semplicità del profilo curvilineo su cui è impostata la cupola. Entro una planimetria ellittica gli spazi interni si dilatano a croce greca culminando nell'altare principale che precede la cappella della Vergine. Le decorazioni sono affidate a V. Bigari per gli affreschi, ad A. Borelli e G. Calegari per gli stucchi e ad A. Piò per le statue. Tra gli artisti che adornano la chiesa si segnalano inoltre G. Reni (terzo altare a destra), D. Creti (seconda cappella a destra), G. Mazza (cappella di S. Antonio da Padova), Guercino (sagrestia maggiore).
Nel 1930 Ferruccio Gasparri realizza una funivia che con un solo pilone supera il dislivello di 220 metri tra via Saragozza e il santuario. Le polemiche che accompagnano il conseguente annullamento del percorso devozionale si concludono però con la sua definitiva sospensione.
24.8.10
E' lui o non è lui.....
Oggi il Boss, sollecitato dalla di lui consorte, si è recato, in località Marina Romea, sulle sponde dell'italiche acque del Mar Mediterraneo. Giunto sull'arenile sabbioso, si avviava con passo fermo e sicuro verso la massa informe liquida, immergendovi il proprio corpo fino all'altezza dei gioielli di famiglia. Constatata la positiva temperatura del liquido, con un guizzo da esperto tuffatore, quale lui è, si tuffava dando immediatamente prova delle sui innate qualità di nuotatore esperto, quale lui è, esibendosi in tre diversi stili di nuoto: primo stile: martello smanicato, secondo stile: ferro da stiro e terzo stile: mattone forato. Ultimata la nuotata, risaliva sull'arenile, dirigendosi immediatamente verso l'addetto al salvataggio, chieddendo di essere aggiornarto sulle moderne tecniche di salvataggio. Queste venivano immediatamente recepite dal boss, diventando così un abile ed esperto bagnino, quale lui è. Dopo qualche istante il boss, metteva subito in pratica le nozioni imparate, salvando dalle acque 21 delle 22 donne svenute e cadute in acqua al suo passaggio, stordite nel vedere quel corpo e quei muscoli scoplpiti di perfetto culturista, quale lui è. Le 21 donne salvate, giovani e prosperose, il boss, le riportava alla vita infondendo loro l'alito della vita, con una attenta respirazione bocca a bocca. Purtroppo per la 22° donna nulla poteva fare. L'occhio da esperto rianimatore, quale lui è, riscontrata la veneranda età della donna, oltre settantenne, capiva che ormai nulla poteva fare, evitando di infondere in lei il miracoloso alito. Infatti di li a qualche secondo la sfotunata vecchietta spirava. E così, il giusto mancato intervento del boss, contribuiva a far risparmiare all'INPS notevoli somme per la pensione della donna, dimostrandosi un abile contabile, quale lui è.
A questo punto, al fine di evitare ulteriori svenimenti, il Boss decideva di stendesi al sole, sul lettino appositamente preparato dal padrone del Bagno. Il Boss, passava così le successive tre ore steso al sole, offuscandone la luminosità con la propria luce. Verso le ore 18.00, definitivamente rottosi i gioielli di famiglia, convinceva la di lui consorte a fare riotorno a casa, mettendosi alla guida della propria autovettura da esperto autista, quale lui è.
Istituto Luce
23.8.10
Oetztaler dietro le porte
Ci siamo, è arrivata l'ora dell'Oetztaler. Domenica 29 a Solden la partenza per la granfondo delle granfondo, 238 km, 5.500 m il dislivello. Quattro le salite da affrontare. La prima il Kutai, dopo circa 30 km dalla partenza. Salita di 17 km, da affrontare usando non solo le gambe ma anche la testa. Dura già dai primi tornanti, lascia respirare dopo qualche chilometro poi, circa a metà, un tratto al 17% della lunghezza di circa un chilometro poco più. Poi la pendenza torna quasi nella normalità fin verso la fine. Quando finalmente appare all'orizzonte l'argine della diga, significa che sta per finire, ma ancora calma l'ultimo chilometro è da fare. Scollinati finalmente un pò di respiro per gettarsi in una folle discesa, tra gallerie e pendenze limite, che portano, i ciclisti più coraggiosi, a raggiungere velocità prossime ed anche superiori ai 100 km orari. 115, la velocità raggiunta da Monti nel 2007. Dopo la discesa, un tratto di pianura di alcuni chilometri per giungere all'inizio del secondo monte, il Brennero. Lunga circa 30 km, con pendenze lievi per i primi 25, può portare i ciclisti alla cottura. La pendenza non elevata e la sua conformazione fatta di falsipiani, lievi discese e strappetti, negl'anni passati ha fatto cuocere molti di noi, che si sono fatti prendere dalla foga della velocità, pagando il conto negl'ultimi 5 km. Ma soprattutto si sconta tutto nella salita del Giovo. Questa giunge dopo pochi chilometri di pianura e sale per 19 km. Salita regolare costante, che non lascia respirare se non per circa un km dopo il nono. Giunti in vetta si scende per una discesa tecnica e pericolosa, dove lo scorso anno, causa crepe nell'asfalto, un ciclista è rovinosamente caduto perdendo la vita. Ultimata la discesa, nemmeno un metro di respiro............. ecco il ROMBO..... auguri............ Inizio non tragico, si sale con una pendenza non impossibile. Poi giunti a Moso, ecco le prime 4 sciabolate alle gambe. Quattro tornanti con altrettanti tratti rettilinei con pendenze da incubo (15/16%) per 3 km. Poi finalmente la strada concede un pò di respiro. Un lungo falsopiano con pendenza non elevata, per alcuni chilometri lascia respirare e recuperare, oppure concede di aumentare la velocità per recuperare sugl'avversari. Ma il bello deve ancora arrivare. Al 18° chilometro un ponte consente di cambiare versante del monte, ed ecco in bella vista i tornanti maledetti i tornanti del muro del pianto... Già da un paio di km, si scorgono, ma ora appaiono per quello che realmente sono. Iniziano gl'ultini 11,5 chilometri... dopo i 190 già percorsi. Si sale.. primo rettilineo poi un tornate, secondo rettilineo ed altro tornante, si attraversa una piccola galleria scavata nella roccia: bella, ma chi ha tempo per gustarla. Chi va forte pensa a pedalare, chi è cotto non riesce ad alzare gl'occhi: troppo fatica per farlo, meglio risparmiare energie, poi la vista è offuscata. Ma ancora non è tutto. Dopo un breve tratto con lieve pendenza, iniziano gl'ultimi 5 km da incubo. I tornanti ed i rettilinei li hai tutti li sopra la testa, per vederli si deve alzare la testa. Due rettilinei lunghissimi poi una serie di tratti brevi e tornanti. Poi finalmete dopo aver girato l'ultimo tornate, mentre ti accingi a percorrere l'ultimo tratto ecco la il PORTONE... E' FINITA FINALMENTE E' FINITA. Cut ciepa un azident..... Si entra nella galleria semi piana, un tratto allo scoperto poi altra galleria, altro tratto scoperto in falsopiano e via la discesa. Finalmente ora tutta discesa fino all'arrivo, che bello. Mica vero, no mica. Dopo circa 4 chilometri, porca boia, un'altro dentino. Tre km. di salita, gambe in spalla e facciamo anche questa. Stavolta è finalmente finita, tutta discesa fino all'arrivo. Quasi vero. Manca ancora un tratto in falsopiano da affrontare con gambe ormai messe in croce. Passato anche questo ora è finita finalmente. mancano 5 km di discesa, un chilometro di pianura, poi svolta a destra attraversamento del ponte con un dislivello di 18 cm. (si cm. non metri) ma sono duri anche questi, poi finalmente il traguardo. Sono trascorse dalle 8.h30 di Piva alle 12.30/13h di altri.
In bocca al lupo a tutti i nostri.
Mastri Vinaio
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