PAN

PAN
STA ATTENTO, CHE TI VEDO EH !!!

21.2.12

UN MACCHININO DA NON TRASCURARE

Il cuore batte circa 100.000 volte al giorno ed è in grado di contrarsi autonomamente, anche quando è completamente denervato, con una frequenza di circa 40 battiti per minuto. Questa particolare proprietà è garantita da un gruppo di cellule differenziate e specializzate, che costituiscono il nodo del seno, localizzato nella parete posteriore dell’atrio di destra. Esse sono lo starter dell’impulso cardiaco. L’impulso, lasciati i blocchi di partenza, si propaga agli atri, destro e sinistro, che si contraggono, dando così origine alla sistole (contrazione) atriale. Successivamente l’impulso deve valicare l’ostacolo del nodo atrio-ventricolare, tappa normalmente obbligata del percorso tra gli atri e i ventricoli, e quindi, attraverso un’altra via preferenziale, il fascio di His (dal nome dello studioso tedesco Wilhelm His, che lo descrisse nel 1893) investe i ventricoli, che si contraggono, arrivando al suo traguardo, rappresentato dalla sistole (contrazione) ventricolare. Mentre i ventricoli si contraggono per spingere il sangue nelle arterie, gli atri si rilasciano per accogliere il sangue dalle vene che in essi sfociano. La sistole del ventricolo sinistro getta il contenuto in sangue del ventricolo stesso nell’arteria aorta, che inizia così il suo percorso verso tutti i tessuti corporei, portando ossigeno e nutrimento.
Il sangue procede sempre nella stessa direzione, compiendo un percorso che dura circa 45 secondi. A ogni pulsazione il ventricolo sinistro lancia a riposo 50-60 ml di sangue nelle donne e 70 ml negli uomini. Così vengono immessi nel torrente circolatorio circa 5 litri di sangue ogni minuto e 6.000 litri nelle 24 ore. Nell’uomo (nel senso di specie umana) il ritmo cardiaco varia sensibilmente a seconda dell’età, del sesso e dell’attività fisica. In una persona adulta il numero dei battiti oscilla di solito tra i 60 e gli 80 al minuto, mentre in molti atleti si riscontra una frequenza cardiaca al di sotto dei 50 per minuto. Si capisce a questo punto come un errore del ritmo cardiaco, un ritardo nei tempi di reazione sui blocchi di partenza, o un difetto nel passaggio di un ostacolo, possano compromettere la normale efficienza del cuore.

Le aritmie Per un corretto funzionamento del cuore e delle sue funzioni, si dice che è necessario che il cuore sia in ritmo sinusale, ossia sia comandato dall’impulso che si genera dal nodo seno del seno. Nelle aritmie spesso questo non avviene. Il termine aritmia letteralmente significa “senza ritmo”, anche se viene invece utilizzato per indicare un disturbo del ritmo cardiaco. Comunque, accade a volte che l’impulso cardiaco non nasca nel nodo del seno, ma in punti diversi del cuore, definiti “ectopici”, da cui deriva il termine battito ectopico, o extrasistole. Questi punti anomali possono trovarsi a livello degli atri, della giunzione tra atri e ventricoli, o dei ventricoli, e possono sostituirsi all’attività del nodo del seno. Le aritmie si possono suddividere in ipocinetiche (con riduzione o rallentamento degli impulsi) come bradicardia, blocchi seno-atriali, blocco sinusale, ritmi di scappamento atriale e giunzionale, blocchi atrio-ventricolare di 1°, 2°, 3° grado, e ipercinetiche (caratterizzate da un aumento nella frequenza degli impulsi) che comprendono le extrasistoli atriali, giunzionali, ventricolari, tachicardie sopraventricolari e ventricolari, tachicardia atriale parossistica, le sindromi da pre-eccitazione ventricolare, il flutter-fibrillazione atriale, fino alle gravissime torsioni di punta e fibrillazione ventricolare. A parte si collocano i blocchi di branca, destra e sinistra, che fanno riferimento a un rallentamento della conduzione dell’impulso attraverso i fasci di His. Negli atleti si possono riscontrare aritmie sia ipocinetiche che ipercinetiche. Diventa allora fondamentale una valutazione corretta e approfondita dell’aritmia stessa per escludere cause organiche, ricordando che le aritmie sono talvolta benigne, come nel caso di extrasistole isolate, altre volte sottintendono una condizione morbosa cardiaca misconosciuta.

19.1.12

LA NEVE CHIMICA

In mancanza di altro ci accontenteremo anche di questa, ma come si forma la neve chimica: La neve chimica è un fenomeno atmosferico piuttosto raro che si verifica in condizioni di bassa temperatura e alta umidità in concomitanza con la presenza massiccia di emissioni inquinanti in atmosfera.Quando nelle aree geografiche particolarmente trafficate o ad alta concentrazione industriale il termometro scende sotto lo zero, le goccioline di nebbia presenti nella bassa atmosfera si aggregano intorno alla caligine inquinante sospesa nell'aria, formata da sostanze come silicati, solfuro e ossido di rame, o gli ioduri di mercurio, cadmio e piombo. Questo pulviscolo ha una struttura fisica esagonale che ricorda quella dei fiocchi di neve: funziona quindi da aggregante perfetto per trasformare le gocce di nebbia in microscopici cristalli ghiacciati (pertanto alcuni esperti preferiscono definire il fenomeno "nebbia congelante precipitante").Le mille forme sorprendenti dei fiocchi di neve: vai alla fotogallery La formazione dei fiocchi avviene a circa un chilometro dal suolo. È possibile che precipitazioni di questo tipo avvengano solo in alcune zone di una città, a seconda della concentrazione di particolato inquinante, della temperatura e della presenza o meno di foschia. Il 16 gennaio 2012, per esempio, gli abitanti di Torino hanno trovato ad aspettarli al loro risveglio una coltre di neve bianca sulle strade. Ma il fenomeno non ha interessato l'intera città uniformemente. Analoghe precipitazioni sono avvenute anche a Verona, Brescia, Milano e in altre zone della Val Padana. La neve chimica non va confusa con la galaverna, un rivestimento ghiacciato che si deposita su rami, cavi elettrici, finestrini in presenza di nebbia, ma che non prevede fenomeni di precipitazione.Altre domande: È vero che nevica solo a 0 °C? - Esiste la neve rosa?La neve chimica non deve preoccupare come fenomeno in sé, ma come spia dello stato di inquinamento atmosferico in cui viviamo. Ogni giorno respiriamo polveri sottili e contaminate sono presumibilmente anche le piogge che cadono nelle aree di maggiore congestione industriale. Una situazione allarmante per ambiente e salute, per arginare la quale servono rimedi e proposte concrete.

30.10.11

AUTUNNO FRUTTI DI STAGIONE

Una carica di vitamine, anche in autunno con i frutti di stagione, quali sono, che frutti possiamo trovare nei mesi autunnali e invernali? Ecco qui qualche indicazione utile sulla frutta di stagione relativa a questo periodo.
L'arancia, quel comune frutto dalla buccia arancione dal quale ricaviamo ottime spremute, si trova generalmente nei mesi autunnali e invernali a partire da Novembre benchè il periodo si possa prolungare fino a Maggio; ne esistono diverse varietà, da quella dolce a quella amara, che si ottengono da un albero sempreverde dalle foglie allungate.
I cachi si ottengono fra Ottobre e Novembre, il kiwi inizia la propria stagione a partire da Novembre e Dicembre, prolungandosi fino ad Aprile: questo frutto vi consentirà di fare il pieno di vitamine e si caratterizza per il colore verde della polpa e per la sua buccia non certo priva di peli. Sempre nello stesso periodo registriamo la produzione di mandaranci e mandarini, agrumi simili alle arance ma più piccoli e dalla buccia meno spessa. La sua stagionalità lo caratterizza come frutto invernale il cui mese più indicato è quello di Gennaio. Anche in questo caso ne esistono differenti varietà.
Anche pere e mele si concentrano in questo periodo benchè non manchino nemmeno nei mesi estivi eccetto rispettivamente nei mesi di Maggio e Giugno e di Giugno e Luglio. Sono dunque frutti che bene o male si trovano per quasi tutto l'anno. La mela ha benefici poteri antiossidanti e contiene grandi quantità di vitamine, la pera è ricca di zuccheri. Altro frutto della stagione autunnale, che la rappresenta e la castagna. Frutto atipico, poiché ricco di carboidrati complessi come i cereali, la castagna è il frutto di un albero caratteristico dei boschi di mezza montagna. Per secoli le castagne hanno rappresentato la principale fonte alimentare delle popolazioni montane durante l'autunno e l'inverno, dette per questo anche "pane dei poveri". Frutto molto nutriente e ricco, è uno dei pochi che puo' essere ancora definito come "frutto naturale". Il suo riccio infatti la "protegge" dai trattamenti chimici rendendo così la sua produzione agricola una produzione biologica. In questa scheda potrai trovare tutto sulla castagna, dall'utilizzo alle varietà, dalle proprietà alle calorie, all'uso che ne si faceva nel passato e tanto altro.

27.10.11

ATTENZIONE ALL'ABUSO DI CAFFE'

Un gruppo di ricercatori della University of Reno (USA), coordinati dal dottor Sean Ward, sono partiti dai risultati di una ricerca olandese. Da un'analisi condotta su circa 9mila donne dei Paesi Bassi era emerso che le volontarie che bevevano più di 4 tazzine di caffè al giorno avevano una riduzione delle probabilità di concepire del 25 per cento. L'indagine non aveva però fatto luce sul perché la fertilità femminile diminuisse.
Per cercare di comprendere cosa ci fosse dietro alla diminuzione della probabilità di concepimento, i ricercatori americani hanno eseguito uno studio su alcune cavie da laboratorio. Gli esperti hanno diviso i topolini femmina in diversi gruppi a seconda dei quantitativi di caffeina che gli venivano somministrati. Dall'analisi condotta sulle cavie è emerso che la caffeina inibiva in parte l'attività di queste cellule presenti nelle tube di Falloppio, di conseguenza le contrazioni che spingono l'uovo nell'utero erano meno efficaci. Secondo Sean Ward, i risultati ottenuti potrebbero dare una valida spiegazione del perché le donne che consumano molte bevande a base di caffeina abbiano più difficoltà nel rimanere incinta. Tratto da Universonlaine.

Forse gli esperimenti sono stati condotti utilizzando il caffè americano, quella specie di brodaglia fatta con uranio impoverito, con buste di caffè che qui le si utilizzano per fare una tazzina, mentre in america lo usono per farne tre litri.....

13.9.11

LO STRESS... MALATTIA DA NON STRASCURARE

A volte ti senti dire... Sei stressato... meno male pensavo d'avere problemi più gravi. Così pensi. Invece lo stress non è affatto da trascurare è una vera e propria malattia che può essere la porta per altri problemi anche ben più gravi. Nell'articolo che di seguito si può leggere, sono riportati tanti sintomi dovuti allo stress, che magari qualcuno ha e li trascura. Vedi articolo

8.9.11

LO SCANDIUM NON VA DIMENTICATO

Quando si tratta di creare e produrre biciclette, ci sono quintali di materiali disponibili da poter
usare. Nel corso degli anni li abbiamo visti e provati quasi tutti: acciaio, titanio, fibra di carbonio, alluminio, tutti. Alcune aziende quando hanno deciso di costruire modelli con qualità della prestazione delle biciclette – innovazione, funzionamento, durevolezza e molto divertimento- hanno scoperto che un materiale in particolare svolge il lavoro in modo eccezionale. Lo scandio. Questo è l’ottavo elemento più raro sulla terra. Un metallo bianco argenteo estratto dalla crosta terrestre, è un potente raffinatore di particelle, che se aggiunto alle leghe di alluminio, aumenta la resistenza e la durevolezza del materiale del 50%. Realizza questo “rinforzando” le particelle della lega, rendendo il metallo meno soggetto ai difetti. Usato prima di tutti da quei capaci russi durante la Guerra Fredda, le alette guida dei missili, costruite in lega di scandio, erano in grado di sopportare degli sforzi incredibili evitando danni anche quando venivano lanciati attraverso la calotta glaciale polare. La lega di scandio ha iniziato a essere un’aggiunta estremamente vantaggiosa nei velivoli costruiti dai russi, donando a essi un peso, una manovrabilità e una serie di vantaggi incredibili. È la resistenza e la durevolezza che rende le leghe di scandio un materiale così attraente quando si tratta di fabbricare le biciclette.
La resistenza è talmente superiore (la lega di scandio è due volte più forte dell’alluminio 6061 o 7005) che si è in grado di usare meno materiale per ottenere le caratteristiche in una bicicletta simili all’acciaio. Con lo scandio si è in grado di togliere dal 10 al 15% di peso dalle strutture di alluminio. È piuttosto evidente che quando si tratta dei materiali per alte prestazioni e leggeri, gran parte dell’industria ciclistica è innamorata della fibra di carbonio. Uno dei problemi nel produrre biciclette è il conflitto tra il design determinato dal consumatore e gli obiettivi funzionali. Il consumatore spinge per un maggior numero di prodotti di carbonio, ma la piattaforma della mountain bike richiede qualcosa di più duraturo. Abbiamo la sensazione che rendere la struttura di carbonio sufficientemente più duratura per i rigori della mountain bike, la renderebbe più pesante della stessa struttura di scandio.

30.8.11

AUSTRIA 2011

Anche quest'anno nonostante l'esclusione dal Prestigio 2011, siamo andati in Austria per la regina delle Granfondo.... l'Oeztstaller 238 km e 5400 m di dislivello.... Partenza da Lugo, anzi fuga dall'arsura di Lugo, mercoledì nel tentativo di trovare qualche giorno di rifrigerio a Solden. Sorpresa, caldo torrido anche a Solden oltre 30 gradi alle 18.00. Meno umidità, forte vento ma caldo, tanto caldo da consentirci di passeggiare a tarda sera per le vie del borgo, in tenuta prettamente etiva, da passeggiata sotto al Pavaglione. Così fino a venerdì. Sabato mattina inversione di tendenza, fresco poi nel mezzogiorno pioggia e grandine e.... sorpresa neve sui passi fino a bassa quota verso i 1800 m. Kutai, Giovo e Rombo sotto una fitta nevicata, tanto da costringere gli spazzaneve alla prima uscita. Tanto freddo. Fortunatamente domenica mattina cielo sereno, ma temperatura prosssima allo zero. Partenza alle 6.45 dai 1350m di Solden ai 750m dell'imbocco del Kutai. 30 km di freddo invernale, con tanto di nebbia in un tratto dove abbiamo attraversato una nube a mezzaria. Bellissimo lo scenario che ci ha accolto su per la salita, il verde dei prati e del bosco e sullo sforno il bianco dei monti, bello, ma freddo. Fresca la discesa verso Insbruk, poi a valle la temperatura leggermente più gradevole, ottima per non sudare eccessivamente. Anche nel Giovo stessa cosa, la salita fresca ottimo per chi pedala. Poi il Rombo, Anche qui temperatura non caldissima, fin verso la vetta dove l'aria si è fatta più pizzichina, ma tutto sommato perfetta. A lato strada ancora alcuni cumuli di neve. Anche la discesa non è stata male, si è riusciti a farla senza anctivento (io). Grande il solito Paolino che ha migliorato il tempo rispetto a quello dello scorso anno, concludendo il giro in 8h.29, assieme ad Albertone Piva. Gabri, pur avendo fatto il giro in solitaria, è riuscita a restare sotto le le 9h.00 di 40 secondi. Il povero Boss, a metà del Kutai ha deciso di fare marcia indietro, ma poi passato il malessere è ripartito concludendo il giro in 9h15, fermandosi a tutti i ristori. Con noi, oltre a Piva, anche il povero Gigione indegno consorte di Angelita, il quale partito con propositi bellicosi d'ottenere un tempone (in cuor suo sperava di stare sotto le 9.00 ore) si è dovuto accontentare di poco meno di 11h.., facendoci preoccupare tutti per il ritardo. A momenti arrivava con la Frattini.

Come al solito impeccabile l'organizzazione, fantastici i ristori, ed il pasta party. Unica pecca che mi sento di segnalare, anche se si sa che questa è una delle caratteristiche, è la presenza di animali sul percorso allo stato brado . In salita poco male, ma in discesa...... Il gruppo di Paolino ha dovuto rallentare per far passare un gregge di pecore, una decina. Uno davanti a me di un centinaio di metri, nella discesa del Rombo, in un tratto semi pianeggiante è stato rincorso da un vitello, il quale al passaggio del ciclista, è balzato fuori dal prato rincorrendolo per pochi metri. Ma intanto il ciclista ha dovuto fare uno sfianchetto per evitare la collisione ed accellerare.

Appuntamento in Austria il prossimo anno, anche con Antonello, visto che la gara sarà ripescata dal Prestigio.

18.8.11

CAMPIONATO ITALIANO DI CRONOSCALATA

Anche quest'anno il 16 agosto a Riolunato, si è disputato sulle pendici del monte Cimone, il Campionato Italiano UISP di cronoscalata. Solita salita da affrontare, quelle denominata Le Polle, con una pendenza media del 9.8%, con lunghi tratti al 15/16%, ed una lunghezza complessiva di 6.4 Km. Oltre 70 i partecipanti tra uomini e donne. Il primo concorrente ha preso il via alle 14.30, poi a seguire tutti gl'altri distanziati di un minuto l'uno dall'altro. Non è mancato anche il vento contrario ad aumentare la difficoltà rendendo più dura la scalata. Caldo torrido alla partenza, mentre all'arrivo aria fresca da indurre a far ritorno immediatamente ai mezzi per togliere la divisa sudata. In mezzo ai soliti specialisti della disciplina, quest'anno anche due della nostra società hanno partecipato, precisamente il Boss e Gabriella. Conquistata la maglia tricolore da Gabriella, che ha ottenuto il miglior tempo assoluto femminile, oltre a quello di categoria consentendole, quest'ultimo di aggiudicarsi il tricolore. E' questa la terza volta che vede la partecipazione e la vittoria di Gabriella della maglia tricolore. Non male anche la prestazione del Boss, aggiudicatosi il 5° miglior tempo nella propria categoria.

Mastro Vinaio