PAN

PAN
STA ATTENTO, CHE TI VEDO EH !!!

18.5.10

Un cavallo di razza... azzoppato

Domenica sulla via per Dovadola all'altezza di Castrocaro, è stato azzoppato un cavallo di razza.

Un insignificante vetrino ha procurato un danno ingientissimo.

15.5.10

A Dovadola Monte Paolo

L'Eremo di Montepaolo é il più importante Santuario antoniano in Emilia Romagna per la memoria che si conserva di Sant'Antonio da Padova, che qui ebbe la sua prima residenza italiana verso il 1221. L'Eremo-Santuario é situato in posizione isolata a un'altezza di 425 m sulle ridenti colline dovadolesi. Immerso nella natura, Montepaolo é il luogo ideale per ritemprare lo spirito lontano dal traffico e dal rumore. Di Sant'Antonio il Santuario conserva un'insigne reliquia ex corpore e la "Grotta" dove il Santo si ritirava in preghiera. Il Santuario é stato ricostruito in stile neo-gotico agli inizi del Novecento, completamente affrescato, vi si conservano numerose opere d'arte moderne e contemporanee. All'esterno si trovano due percorsi artistici e spirituali: il Sentiero della Speranza con pannelli che rappresentano la vita del Santo e il Viale dei Mosaici dove é raffigurata la storia di Montepaolo. A Montepaolo vive, opera e prega per tutto l'anno la comunità di Frati Minori francescani e di Sorelle Minori di Maria Immacolata. Nei pressi del Santuario, una caratteristica casa colonica é stata restaurata e attrezzata per la meditazione, la preghiera e lo studio, con una cappella, una biblioteca, una sala per convegni e altre salette e servizi.

10.5.10

Le Magnifiche 10

Le mitiche salite dell’Appennino Mugellano.
Dieci sono le salite sulle quali cimentarsi: alcune più dure, altre più facili da conquistare ma sempre salite da fatica. Non conta la velocità ma la tenacia, la concentrazione. Non ci sono record da battere se non con sé stessi: tornante dopo tornante il ciclista si avvicina lentamente alla meta. L’importante è non fermarsi, non cedere alla stanchezza.
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3.5.10

Monte Bondone tra Prestigio e Storia


Monte Bondone

Nell'edizione del Prestigio 2010, è stata inserita una nuova Granfondo che, come abitudine degli organizzatori, richiama per qualche caratteristica peculiare, (la durezza, la bellezza ecc.). Due anni fa lo Zoncolan, lo scorso anno il Nerone, quest'anno il Bondone.



Il Monte Bondone è una montagna del Trentino occidentale, posta immediatamente a ovest di Trento. Secondo Aldo Gorfer[1] il Monte Bondone costituisce un vero e proprio gruppo montuoso.
Esso è delimitato a Nord dalla forra del torrente Vela, a Ovest dalla Valle dei Laghi e dal Basso Sarca, mentre a Est dalla Valle dell'Adige. Nella sua parte meridionale il gruppo si dirama verso SW, dando luogo ad una dorsale senza soluzione di continuità, detta del Bondone-Stivo, che porta alla cima di 2054 m dello Stivo, delimitato verso Sud dalla Valle di Loppio. Ponendo quest'ultima come delimitazione geografica, anche il Monte Stivo rientrerebbe in tale complesso montuoso, che dovrebbe più propriamente essere denominato Gruppo Bondone-Stivo.
Dal 1968 ospita la Riserva naturale integrale delle Tre Cime del Monte Bondone.

Al centro del Bondone, a circa 1500 metri di quota, si trova l'altopiano delle Viotte, il quale è attorniato da quattro cime: il Monte Palon (2090 m s.l.m.), che si affaccia sulla Valle dell'Adige e domina la città di Trento, nonché le così dette tre cime del Bondone, ovvero Monte Cornetto o Cronicello (m 2180[2], la cima più alta del massiccio montuoso), Doss d'Abramo (m 2140) e Cima Verde (m 2102), che costituiscono tra l'altro un'area naturalistica a regime protetto. L'altopiano è chiuso verso Ovest dalla Rosta (m 1832) che si affaccia sulla Valle dei Laghi.
La sua composizione geologica è quasi esclusivamente di rocce sedimentarie, in particolare una serie di dolomie, calcari dolomitizzati, calcari e marne aventi caratteristiche piuttosto eterogenee e risalenti all'era mesozoica e in misura minore terziaria.

I tre monti Bondone, Calisio e Marzola che circondano la città suggeriscono secondo un’antica consuetudine la forma di un tridente. Stessa forma ha lo scettro dell’antico dio Nettuno, cui è intitolata la fontana nella piazza del Duomo. Che si sposi l’una o l’altra ipotesi che convivono nel nome, l’antica Tridentum ha oggi tutto l’aspetto di una città alpina tipica del Nord Italia. Ma qui il caso è differente. Sulle sponde dell’Adige, nel punto di convergenza di più valli, Trento è stata città protagonista della grande storia, cerniera fra le culture del Mediterraneo e del Centro Europa. È famosa in tutto il mondo per il legame con il grande Concilio che diede il via alla Controriforma cattolica, tra il 1545 e il 1563. Un evento per il quale la città, da secoli capitale del principato vescovile, seppe rinnovarsi, modificando radicalmente il suo assetto urbano e costituzionale. Il monumento simbolo della città è il Castello del Buonconsiglio, nel contempo arcigno strumento bellico e splendida residenza dei principi vescovi, celebre per i suoi cicli di affreschi. Nel cuore della città la piazza del Duomo e la pittoresca via Belenzani, d’atmosfera veneta, offrono un escursus storico dal Medioevo al Rinascimento e sono insieme dimostrazione d’odierna eleganza. In realtà, non è facile scorgere tracce del volto gotico-medievale cittadino, dal momento che non vi è quasi punto dove il vescovo Bernardo Cles non abbia operato per ridefinire la città nel Cinquecento, secondo i canoni della cultura rinascimentale. Affollato e ricco di iniziative, il centro storico è uno spazio vivo, dove è bello anche solo passeggiare senza meta, indugiando davanti a un caffè. Nel quadro culturale spicca per dinamismo il Museo di Arte Moderna e Contemporanea, nella sede di Palazzo delle Albere. Lo stesso dicasi per palazzo Roccabruna, assurto a ‘casa dei prodotti trentini’, dai vini all’artigianato. Il calendario è ricco d’eventi culturali, gastronomici e di folclore, con particolare menzione per il mercatino natalizio. Tra le attrattive degli immediati dintorni, il Monte Bondone, sintesi di natura e sport in ogni stagione.

22.4.10

Giornata mondiale della Terra


Oggi è la giornata mondiale della terra!
Il 22 aprile si celebra in tutto il globo la "giornata della terra" che giunge quest'anno alla sua 40esima edizione. L'Ehart Day nasce come movimento universitario nel 1970 per sottolineare la necessità della conservazione delle risorse naturali. Una voce che raggiunge anche i confini più remoti del mondo per salvaguardare il pianeta che abitiamo. Il 2010 si fa portavoce di una doppietta da record di tutto rispetto: un numero smisurato di eventi e iniziative in tutte le grandi città (da Washington a Kabul, da Banjul a San Paolo del Brasile passando per Città del Capo, Singapore, Pechino, Taipei) ma soprattutto adesioni senza precedenti. Sono infatti 190 i paesi che hanno aderito a questa grande mobilitazione internazionale. Persino Google si fa verde per l'occasione e sfodera un logo completamente dedicato all' Earth Day.
Tratto da Condominio News letter
Pantieri

17.4.10

Sono coincidenze?



L’inverno appena passato (forse) ha segnato profondamente le nostre colline. La neve e le piogge abbondanti, che lo hanno caratterizzato e che stanno caratterizzando anche questo primo scorcio di primavera, giunte dopo diversi anni di siccità o quasi, anni con modeste piogge ed assenza di neve, hanno determinato un aumento delle acque nei terreni, saturandoli paurosamente.
Questo insieme di cose, ha causato numerosi smottamenti in aree già instabili per loro natura e morfologia. Infatti, come è ben noto, la zona del brisighellese, è soggetta da secoli a continui movimenti e cedimenti del terreno.

La instabilità dei terreni, in gran parte coltivati ed in parte privati della vegetazione, che come ben sappiamo, è un fattore importante per la loro stabilità superficiale, regolamentando il defluire e l’assorbimento dell’acqua, è stata notevolmente messa sotto pressione.
Forse casuale, ma potrebbe essere motivo di un più attento studio e ricerche, la presenza di frane che seguono una ben definita direzione in un invisibile asse che ne unisce diverse: da quella del Gesso, in prossimità di Fontanelice alla leggera depressione in prossimità del Giardino officinale sul Prugno, nel medesimo punto dove alcuni anni fa ci fu una frana, a quella che vede coinvolto il Monte Albano a circa tre km dall’inizio della salita da Casola. Ma non solo, seguendo la medesima linea immaginaria, giungiamo sul Monte Casale e poi sulla Busca. Notizie di frane sono anche da Corniolo, ed anche sul Maiolo, (famoso per la Nove Colli),tutti fenomeni vicini gl’uni agl’altri. Diversi fenomeni che a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro hanno attraversato le nostre colline. Non dimentichiamoci che questa zona è stata oggetto anche di numerosi fenomeni tellurici. Ricordiamo che sul Monte Busca, esiste una fiamma perenne, sintomo della presenza, nel sottosuolo di sacche di gas e sintomo di attività vulcaniche. Forse solo coincidenze, forse fenomeni che non hanno nessuna correlazione tra loro, ma .................
Gli esperti ci dicono che non ci sono correlazioni tra i vari fenomeni tellurici che in questi ultimi mesi hanno colpito varie zone del nostro pianeta. Fenomeni che si sono susseguiti a distanza di poche settimane o addirittura pochi giorni, gl’uni dagl’altri. Il terremoto dell’Aquila, quello di Haiti, in Cina, ed ora il vulcano in Islanda. Tutte coincidenze? Forse, ma se così non fosse? Se fossero questi tutti avvenimenti correlati in qualche moda l’uno all’altro? Sono questi forse fenomeni che ci indicano un possibile prossimo evento catastrofico?
Molte sono le profezie del passato, giunte a noi da varie culture e civiltà situate a distanza di migliaia e migliaia di km. le une dalle altre, che preannunciato grandi eventi catastrofici preceduti da eventi di minor impatto, (allagamenti, terremoti, eruzioni vulcaniche ecc.) La grande civiltà Maya, ha datato la fine del mondo al 21 dicembre 2012. Data questa, che la si ritrova anche in altre culture, come data di grandi cambiamenti catastrofici.


Matro Vinaio

15.4.10

San Marino tra storia e bicicletta.

In occasione della prossima Granfondo che si disputerà nella terra straniera di San Marino, un pò di storia, affinché il nostro sport non sia solo un momento di svago e di allenamento dei muscoli, ma anche cultura ed allenamento della mente.

STORIA

La leggenda ci tramanda che Marino, esperto lavoratore della pietra, venuto dalla natia isola di Arbe in Dalmazia, salì sul Monte Titano e vi fondò una piccola comunità di cristiani perseguitati per la loro fede al tempo dall'Imperatore Diocleziano. E' certo che la zona fu abitata fin dai tempi preistorici, ma e' solo dall'età medioevale che abbiamo notizie certe sulla esistenza di un Cenobio, di una Pieve, di un Castello, di elementi che confermano che sulla vetta del Monte Titano esisteva una Comunità organizzata. Nel corso degli anni la piccola Comunità del Monte Titano, memore della figura leggendaria del tagliapietre Marino, si chiamò "Terra dei San Marino" poi Comune di San Marino" e infine "Repubblica di San Marino".

Queste le origini del corpo sociale che poi affidò il proprio autogoverno ad un'assemblea di capi-famiglia cui venne dato il nome di Arengo; a questa assemblea si deve la definizione dei primi statuti e leggi ispirate a principi democratici. Nel 1243 si nominarono i primi due Capitani Reggenti.

Più volte l'autonomia di San Marino fu minacciata nel corso dei secoli e più volte i sammarinesi riuscirono a mantenere la loro libertà in nome di un diritto NEMINI TENERI proclamato da Marino sul Monte Titano. NEMINI TENERI vuol dire non dipendere da nessuno. cioè "libertà" nel linguaggio medioevale.

Napoleone nel 1797 offrì addirittura di estendere il territorio in cambio di doni ed amicizia, ma i sammarinesi rifiutarono l'ampliamento. Nel 1861 Lincoln scrisse ai Capitani Reggenti per manifestare l'apprezzamento per San Marino e la sua storia; la Repubblica di San Marino vanta una tradizione di ospitalità eccezionale in tutti i tempi, in questa terra della libertà non fu mai negato il diritto di asilo e l'aiuto ai perseguitati qualunque fossero le loro condizioni e le loro idee, fra tutti ricordiamo Giuseppe Garibaldi nel 1849 che fuggiva dall'accerchiamento egli eserciti nemici e trovò rifugio proprio sul Monte Titano.

Durante l'ultimo conflitto Mondiale San Marino ospitò oltre 100.000 rifugiati. Oggi la
Repubblica di San Marino indipendente, democratica e neutrale continua a vivere fedele alle antiche tradizioni e sempre più sensibile alle istanze di libertà.

Una cittadella medioevale conservata nei secoli a meraviglia dei posteri"
Palazzo Pubblico Piazza della Libertà -
Il Palazzo Pubblico si erge sul luogo ove anticamente sorgeva il vecchio Palazzo denominato “Domus Magna Comunis”, costruito alla fine del secolo XIV che, dopo aver subito ripetuti restauri e consolidamenti, fu abbattuto alla fine dell’Ottocento perché minacciava rovina. Il nuovo Palazzo Pubblico o Palazzo Governativo fu costruito tra gli anni 1884 -1894 su progetto dell’architetto romano Francesco Azzurri. Nel Palazzo si svolgono le cerimonie ufficiali dello Stato.

I Torre o Castello della Guaita Via Salita alla Rocca S.Marino -
La Prima Torre, o Rocca, o Guaita, è la maggiore e la più antica delle tre rocche che dominano dall'alto la Città di San Marino. Il suo nucleo centrale, che fu posto di guardia e rifugio dei primi abitatori del Monte Titano, risale al secolo XI. E' caratterizzata dalla presenza di due cinte murarie difensive. Quella esterna, coronata da merli e rinforzata agli angoli da torrioni angolari che furono abbassati nel corso del XVI secolo, faceva parte del primo girone di mura (Girone della Guaita) eretto a difesa dell'abitato; quella interna, la più antica, è dotata di un ingresso sopraelevato e racchiude al suo interno la Torre campanaria, gli alloggiamenti delle guarnigioni trasformate successivamente in carceri, e la Torre della penna, l'antica torre di guardia ricostruita nella seconda metà del XV secolo. L’ultimo restauro, effettuato intorno al 1930, ne ha consentito l'apertura ai visitatori.

II Torre o Rocca CestaVia / Salita alla Cesta,
La seconda Torre è Rocca Cesta, del XIII secolo, e ospita il Museo delle Armi Antiche. Rocca Cesta risale al XIII secolo. Si trova sul più alto picco del monte Titano.

III Torre o Rocca MontaleVia / Salita al Montale,
Terza torre o Montale, risalente al XIII secolo, a pianta pentagonale. Intorno al Montale si vedono grossi massi di roccia molto antichi; sovrapposti in modo primitivo a guisa di muri. Ebbe molta importanza durante le lotte contro i Malatesta. Pur essendo visitabile solo esternamente permette la visione di un suggestivo panorama.

Basilica del Santo Piazza Domus Plebis - centro storico San Marino
Edificata a partire dal 1826 su disegni dell'architetto Antonio Serra al posto dell'antica pieve che fu demolita. L'attuale basilica consacrata nel 1855, è in stile neoclassico. Il massiccio campanile già romanico fu ricostruito nel 600. A sinistra dell'altare maggiore si può apprezzare il trono dei Capitani Reggenti; al di sotto dell'altare una piccola urna contiene le ossa di San Marino.

Mastro Vinaio

2.4.10

Pasqua 2010

Un uomo in croce

Ero uscito di casa per saziarmi di sole!
Trovai un uomo nello strazio della crocifissione.
Mi fermai e gli dissi:"Permetti che io ti aiuti a staccarti dalla croce?"
Ma lui rispose: "Lasciami dove sono;
lascia i chiodi nelle mie mani e nei miei piedi,
le spine intorno al mio capo e la lancia nel mio cuore.
Io dalla croce non scendo
fino a quando i miei fratelli restano crocifissi;
io dalla croce non scendo
fino a quando non si uniranno tutti gli uomini della terra.
Gli dissi allora:" Cosa vuoi che io faccia per te?
"Mi rispose:" Va per il mondo e dì
a coloro che incontrerai
che c'è un uomo inchiodato sulla croce!

AUGURI DI BUONA PASQUA A TUTTI
Mastro Vinaio